Il Pd e la Cgil ballano coi lupi e fanno festa: “Chi non salta Salvini è…”

Come allo stadio. Come se avessero vinto lo scudetto, con Mattarella nuovo Maradona. Pd e Cgil fanno festa, scampato pericolo, i “barbari” della Lega e del M5S sono stati sconfitti. E sembra di assistere ai cori da curva, alla chi non salta Salvini è, perché – a conti fatti – il leader leghista è sempre il nemico, il pericolo pubblico numero uno. Il Pd è pronto a scendere in piazza per difendere l’inquilino del Colle e a votare la fiducia a qualsiasi governo proposto dal presidente, alla faccia degli elettori, del voto, della sensibilità democratica ferita. Quindi è un fuoco di fila contro Salvini e Di Maio “rei” di avere tentato di formare un governo in sintonia con le attese dei rispettivi elettorati. Ora sono bravissimi a sparare a zero, iniziando un “massacro” di Lega e M5S «È un momento gravissimo – tuona Ettore Rosato- . Il Pd sostiene Cottarelli. Siamo rimasti molto stupiti da chi diceva che contava il famoso contratto e non le persone, e poi si è impuntato su un nome senza rispettare le prerogative del Presidente della Repubblica che ha fatto esclusivamente il suo dovere». Non c’è ritegno. Il vice presidente della Camera, ai microfoni di “6 su Radio 1” infierisce sulla legittimità del tentativo di Lega e M5S di tentare di fare politica mentre il Pd fin’ora è stato alla finestra, preoccupandosi soltanto del suo ombelico e dei problemi di leadership.

«Sembra un sopruso – ha aggiunto Rosato- quello che Salvini e di Maio si sono prestati a fare- Deve essere chiaro come Mattarella abbia solo difeso gli interessi degli italiani contro quei paesi europei che vogliono mettere il cappello sulle nostre decisioni. Il Pd darà il proprio sostegno al lavoro del Presidente della Repubblica e a Cottarelli», sibila. «Spero – ha proseguito – che non saremo i soli per sostenere una situazione che è frutto dell’impuntatura di due partiti che dicono di voler governare ma evidentemente non vogliono governare. Andremo alle elezioni costruendo una coalizione alternativa al centrodestra e al M5S. Troveremo una modalità normale per andare al voto, Martina è già vicesegretario reggente, Renzi si è dimesso da segretario e continuerà a dare il suo contributo al Pd». Siamo a cavallo italiani. Ora ci pensa il Pd, che con mezzo punto in più della Lega alle elezioni del 4 marzo ora metterà a ferro e fuoco il parlamento per raccattare voti per Cottarelli (o chi per lui) con una «modalità normale», dice Rosato. Insomma, tentare un governo con chi vince le elezioni è modalità «anormale» per il Pd. Quante cose abbiamo appreso in questi giorni sul tasso di democrazia dello scassassimo partito democratico!

Ancora: «Così per chiarire, Salvini che si considera il depositario della volontà del popolo sovrano ha preso il 17% #IostoconMattarella», scrive su twitter il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del Gruppo Pd al Senato, incurante del ridicolo. Si aggiunge la Cgil al coro del viva Mattarella, viva Cottarelli. Ancora più ridicola: «Rispetto per la #Costituzione. Difendiamo prerogative Presidente Repubblica e istituzioni democratiche. Nessuno s’azzardi a pensare una guerra alle istituzioni», scrive su Twitter la Cgil nazionale, che chiede «decisioni rapide per l’economia e il lavoro. ‘Gli interessi di lavoratori, pensionati, giovani, disoccupati siano a 1^ posto”, conclude il sindacato di Corso d’Italia. Chi dovrà pensarci? Cottarelli che non è stato in grado neanche di sforbiciare la spesa pubblica?