Governo, Salvini: «Bruxelles minaccia, ma noi ci proveremo fino all’ultimo»

L’eventuale rinuncia a formare il governo o il ricorso al nuovo voto «sarà una scelta presa da entrambi, ci sono alcuni temi su cui siamo lontani ed è chiaro che non possiamo andare a Bruxelles con un governo che rappresenti due idee lontane». Con la chiarezza con cui anche nella serata di lunedì aveva espresso la distanza su alcuni punti programmatici da Luigi Di Maio, ora  Matteo Salvini ribadisce il concetto. Dalla Sala Siani, in cui sono riunite le delegazioni delle due forze politiche, trapela un cauto ottimismo  tra i 5 Stelle, mentre Salvini sottolinea come non siano stati ancora sciolti nodi considerati da lui cruciali: immigrazione, legittima difesa, rapporto con l’Europa e infrastrutture.

Incontro Salvini-Di Maio in serata

Ma sono le prossime ore quelle in cui decideremo», dice il leader della Lega, in attesa di un incontro con Di Maio in tarda serata. «O nasce un governo forte e si raggiunge intesa su tutto o quasi, altrimenti, come è possibile, perché siamo due forze diverse, restano le distanze su diversi temi, e allora si può dire che ce l’abbiamo messa», ma non ci siamo riusciti, spiega Salvini. «Serve un governo forte su rivoluzione fiscale e sicurezza, altrimenti si torna al voto. Se si trova l’intesa bene,  perché poi sui nomi la quadra si trova».

«Bruxelles minaccia, ma noi…»

Resta inteso che il tentativo sarà esperito fino alla fine. «Bruxelles minaccia, ma noi cerchiamo di vedere fino all’ultimo se c’è un programma forte» dice Matteo Salvini, riferendosi al monito della Ue che ha chiesto all’Italia di fare attenzione per quanto riguarda le politiche dei flussi e del debito. Più “minacce” arrivano più aumenta la motivazione. «Non si capisce perché dobbiamo continuare ad accogliere mezzo mondo», ha sottolineato rimarcado un punto dirimente del suo programma e di quello del centrodestra. Comunque con Di Maio ci vedremo a serata, tardi. «Sono ottimista – dice – ma i giorni passano: sono ottimista ma anche realista».

A proposito dei rapporti con Berlusconi e con gli alleati del centrodestra Salvini ha aggiunto: «Io ho la mia testa e decido per quello che ritengo sia l’interesse del Paese parlando del rapporto con il leader di Forza Italia. «Con lui c’è sempre un ottimo rapporto, io sento gli alleati frequentemente, se non quotidianamente». «Se una parte di centrodestra non si sente di partire è liberissimo di farlo, io parto se il governo è forte. Il centrodestra come coalizione non si rompe comunque», aggiunge  ribadendo  «lealtà e fedeltà rispetto a un voto che ha premiato non solo la Lega ma tutto il centrodestra».