Giorgetti avverte Berlusconi: «Alleanza a rischio se voti il governo neutrale»

Se le parole corrispondono ai veri pensieri, il cosiddetto governo “neutrale” immaginato dal presidente Mattarella è morto prima di nascere. Anzi, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, l’unica coppia in circolazione nel Palazzo in grado di assemblare una maggioranza assoluta, lo hanno già seppellito sotto un profluvio di dichiarazioni. L’ultimo affondo del leader leghista è di poche ore fa: «Un governo ‘neutrale’ per fare centinaia di nomine, e assegnare centinaia di poltrone in enti e consigli di amministrazione, senza nessun consenso popolare sarebbe davvero una presa in giro: o governo politico, con onori e oneri, o voto subito».

Fa discutere la soluzione prospettata dal Quirinale

Ma la politica insegna che se un esito in apparenza impossibile continua a far discutere è segno che qualcuno sta barando. E, quindi, che proprio impossibile non è. Basta annotare la reazione preoccupata di Giancarlo Giorgetti per rendersene conto. Incrociando i giornalisti alla Camera, il plenipotenziario di Salvini ha sfoderato un linguaggio tutt’altro che criptico per rispondere a chi gli chiedeva se un eventuale voto di Berlusconi a favore del governo “neutrale” avrebbe determinato la fine del centrodestra: «Credo di sì – ha replicato Giorgetti  -. Ci sarebbe un grosso problema in questo caso». Una risposta rivelatrice di un’inquietudine non del tutto evaporata, persino a dispetto dei numeri che sembrano invece non lasciare scampo alla soluzione ventilata dal Quirinale. In un Parlamento dove abbondano volti nuovi, nessuno può escludere una rivolta di peones a difesa della legislatura.

Il M5S a Salvini: «Il governo tecnico è colpa tua»

Il maggiore indiziato in tal senso è il M5S, che ha già lasciato per strada la dozzina di eletti invischiati nella rimborsopoli grillina scoperchiata dalle Iene e che conta in proporzione il maggio numero di onorevoli terrorizzati dall’immediato ritorno alle urne con il ricordo ancora fresco della pessima performance di Di Maio nella veste di aspirante premier. E questo spiega perché i pentastellati stanno già puntando l’indice contro Salvini nel caso il governo “neutrale” vagheggiato da Mattarella nasca davvero. Basta ascoltare la lapidaria affermazione di Danilo Toninelli, per rendersene conto: «Il rischio di un governo tecnico – ha sentenziato il capogruppo grillino al Senato – è dovuto a Salvini».