Fatture false, chiesto processo per Tiziano Renzi e per la moglie

Arriva la richiesta di processare Tiziano Renzi e la moglie, Laura Bovoli, per false fatturazioni. La Procura di Firenze ha fatto richiesta al gip del capoluogo toscano il rinvio a giudizio per i genitori dell’ex-premier Matteo Renzi, accusati di emissione di fatture false da parte da parte di alcune aziende di loro proprietà, la Eventi 6 e la Party srl. Il processo è stato richiesto dai pm fiorentini anche per l’imprenditore pugliese degli Outlet, Luigi Dagostino. Che deve rispondere delle stesse accuse più di un’altra per truffa.

Secondo l’accusa dei pm Luca Turco e Christine Von Borries, le prestazioni non sarebbero, in realtà, mai avvenute. La richiesta di rinvio a giudizio, inviata al gip in questi giorni, segue l’avviso di conclusione delle indagini di alcune settimane fa notificato a Tiziano Renzi e Laura Bovoli.

La vicenda riguarda il business dei Luxury Outlet The Mall del gruppo del lusso Kering e ruota attorno a un pagamento di 140.000 euro che le aziende di Tiziano Renzi e della moglie incassarono nel 2015, compenso giustificato da due fatture, considerate false dalla Procura, in relazione a uno studio di fattibilità – mai realizzato – per un’area food in prossimità del The Mall Firenze.

I continui “aggiustamenti” della causale della fattura – prima uno studio di fattibilità per un albergo, poi via via altri aggiustamenti fino al giustificativo finale dell’area food – hanno indotto gli inquirenti a ritenere che si trattasse di false fatturazioni anche perché lo studio non fu mai realizzato né, tantomeno, sono state trovate eventuali pezze d’appoggio come il contratto alla base dell’incarico fra la società dei Renzi, la Eventi 6, e la società Tramor che gestiva l’intero progetto dell’Outlet fiorentino e che, in un secondo tempo, verrà ceduta dai proprietari, gli imprenditori aretini Moretti, al gruppo Kering proprietario del The Mall.

Le falsificazioni sono state scoperte nel 2017 allorquando l’imprenditore pugliese Luigi Dagostino che gestiva la Tramor si è visto costretto ad “aggiustare” in zona Cesarini la dichiarazione dei redditi del 2015 della stessa Tramor che non conciliava in termini di pezze d’appoggio – con la fattura pagata a Tiziano Renzi e alla moglie.

La prima fattura da 10.000 euro fu emessa dalla Party srl, società di comunicazione e pubblicità oggi chiusa fondata da Tiziano Renzi, al quale apparteneva  il 40% della quote, e dalla Nikila Invest srl, amministrata dalla compagna di Dagostino, Ilaria Niccolai che deteneva il 60 per cento del capitale. La madre di Matteo Renzi, Laura Bovoli, era amministratore unico della Party srl.

La seconda fattura da 130.000 euro emessa dalla Eventi 6, sempre fondata da Tiziano Renzi, e di cui la moglie Laura Bovoli è presidente e socia assieme alle figlie, fu pagata dalla Tramor, società gestita da Luigi Dagostino e dall’imprenditore aretino Andrea Moretti, di proprietà di una società di diritto cipriota, la Bowline Investments.

Di cosa si occupasse realmente la Eventi 6 è stato svelato qualche tempo fa dallo stesso Dagostino che, in un’intervista al quotidiano La Verità, sbottò: «l’aziendina di Tiziano mi montava i gonfiabili per i bambini all’Outlet, realizzava l’evento di Natale con la carrozza e i cavalli. Faceva queste puttanate qua…». Puttanate pagate 130.000 euro. Troppo per i magistrati fiorentini.
Dal 2013 al 2016 la Eventi 6 sembra aver vinto il terno al lotto. Ha avuto l’appalto per consegnare le Pagine Gialle – alzi la mano chi le ha mai usate negli ultimi cinque anni – e il fatturato è schizzato  da 1,9 a 7,2 milioni di euro.