Esecutivo di tregua e voto a luglio. Se il Quirinale si muovesse così Di Maio farebbe festa

Che farà ora il presidente Sergio Mattarella? E’ ormai noto che il Capo dello Stato non vuole mandare un governo al buio in Parlamento e senza una maggioranza certa. L’ipotesi che viene data come più probabile è dunque quella di un esecutivo di tregua, che porterà il Paese a elezioni anche a luglio se non ottenesse la fiducia in Parlamento. Se nei prossimi dieci giorni un eventuale governo proposto dal capo dello Stato dovesse essere bocciato in Parlamento, a quel punto potrebbe arrivare subito lo scioglimento delle Camere, con elezioni anche la prima quindicina di luglio. A meno che non ci sia un accordo tra i partiti per uno scioglimento posticipato di qualche settimana, per votare a fine settembre.

E’ chiaro che l’auspicio di Mattarella è che un eventuale esecutivo di tregua riesca comunque ad andare avanti per qualche mese, per approvare la legge di Bilancio e neutralizzare le clausole di salvaguardia che prevedono per i prossimi anni un graduale aumento dell’Iva fino al 25 per cento. Obiettivo che secondo il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, si potrebbe raggiungere anche con un decreto legge, possibilità che tuttavia richiede vari approfondimenti.

In ogni caso, qualunque sia l’orizzonte temporale, il presidente della Repubblica, certificata l’impossibilità di un accordo tra i partiti per dar vita a una maggioranza parlamentare in grado di sostenere un governo, non esiterà, come si suol dire, a metterci la faccia: manderà in Parlamento comunque un esecutivo che gestisca almeno le elezioni, perché altri gabinetti non possono farlo. Di nomi se ne stanno facendo molti ma in queste ora prende quota l’ipotesi di un incarico a Elisabetta Casellati, la presidente del Senato, mentre appare meno consistente l’ipotesi di un incarico all’uomo del dialogo nella Lega, Giancarlo Giorgetti.

Di Maio ha già detto no a un governo di tregua e a un governo del presidente e già si prepara alla campagna elettorale: “Se non ci sarà un governo politico si deve andare al voto, io non vedo l’ora. In questo modo si capirà chiaramente in questa campagna elettorale che ci apprestiamo a fare, chi saranno state le forze politiche dialoganti e chi saranno quelle che si sono soltanto impuntate”.  Il leader dei Cinquestelle non teme il voto a luglio:  “Il voto a luglio un inedito assoluto? E’ un inedito assoluto anche questa legge elettorale, quindi… chi è causa del suo mal pianga se stesso. E mi sto riferendo ai partiti”.