Embraco, soddisfazione dei sindacati nazionali per il salvataggio dei posti

“Una operazione di salvataggio aziendale esemplare quella di Embraco. Si è trattato di un modello vincente, dunque, da emulare quando si tratta di tutelare l’intero organico aziendale durante i processi di crisi e che necessitano di un piano di reindustrializzazione”. Ad affermarlo in una nota è Paolo Capone, il segretario generale dell’Ugl, in merito al tavolo Mise dove ieri si sono confrontati i sindacati, i rappresentati della regione Piemonte, di Embraco e delle due aziende pronte a investire. “Un esempio di concertazione senz’altro positivo e che dovrebbe confluire nell’integrazione di 350 dipendenti nella Joint Venture israelo-cinese e di altri 40 operai nell’Astelav. Auspico, quindi, che ci sia un ripristino immediato dell’attività lavorativa secondo i piani e che il prossimo Governo continui a monitorare l’evolversi delle trattative”, conclude il leader dell’Ugl. Per il Segretario generale di Confintesa, Francesco Prudenzano “la vertenza Embraco è in dirittura d’arrivo, le strade percorribili sono molteplici; strade che non possono prescindere dal modello Alacoa che contempla l’azionariato dei dipendenti anche se con una minima percentuale che non risponde a quanto previsto dall’art 46 della Costituzione”. “L’obiettivo primario – spiega Prudenzano – rimane quello della salvaguardia di tutti i lavoratori occupati e la soluzione dello “Spezzatino” dovrà garantire per il futuro, la piena occupazione dei dipendenti ex Whirpool. Confintesa rimane convinta che la totale applicazione dell’art 46 della Costituzione, che prevede la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili dell’impresa, non può limitarsi ad una quota minima del 5 % come previsto in Alcoa, ma dare dignità agli addetti e di rispettare il dettato costituzionale.”