Dopo il Nobel bufera sul Pulitzer: si dimette il presidente accusato di molestie

sabato 12 maggio 15:46 - DI Redazione

New Yorker e New York Times hanno ricevuto il Premio Pulitzer per le loro mirabolanti inchieste su Weinstein non meno di venti giorni fa. Ma – ironia della sorte- ora il presidente del premio, Junot Diaz, è costretto a dimettersi  proprio per molestie, accusato da tre donne, tre scrittrici. L’assegnazione del Pulitzer era toccata al New Yorker per l’intervista ad Asia Argento sulle molestie sessuali. “Le molestie dei puri”, è il bel titolo del “Foglio”. Così come è successo ai moralisti di Stoccolma, agli accademici  del Premio Nobel  che  hanno deciso quest’anno di non assegnare il Premio Nobel per la Letteratura in quanto il marito di una giurata è stato accusato di molestie sessuali. Il capo dell’Accademia svedese che assegna il Premio Nobel per la letteratura, Sara Danius, come sappiamo si è dimessa. Ora, a gettare scompiglio sul premio Pulitzer sono arrivate tre scrittrici che, più o meno congiuntamente, hanno accusato Diaz di averle maltrattate e/o molestate.

Zinzi Clemmons, scrittrice, ha raccontato su Twitter  di  un incontro con Junot, durante un festival letterario, a Sydney.  “Ero una studentessa e invitai Diaz a tenere un seminario sulla rappresentazione in letteratura. Ero una sconosciuta ventiseienne con gli occhi spalancati e lui approfittò di questo per ingannarmi e costringermi a baciarlo. Mi rifiuto di stare zitta ancora. Ho le prove di quello che è successo”. Poi arriva la seconda scrittrice,  Carmen Maria Machado, poiu la terza, l’autrice, Alisa Valdes: quest’ultima ha raccontato  di come lei, tempo fa, lo avesse ospitato a casa sua, una notte, per parlare di un suo libro, e di come Diaz si fosse comportato in modo scorretto. Diaz prima ha annullato tutti i suoi appuntamenti pubblici e poi ha scelto di dimettersi. Non c’è che dire, dopo avere alimentato la gogna mediatica conferendo un premio così importante per un’intervista ad Asia Argento-

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *