Di Maio “troppo amico” dei centri sociali. L’altolà di Salvini: “Attento…”

Non è solo Fico ad avere a cuore una certa sinistra. Le parole di Di Maio sulla Tav (“Non si farà, è un’opera superata”) pongono una questione non ancora chiarita. Il rapporto dei cinquestelle con i centri sociali . «Andremo a parlare con la Francia e diremo che la Torino-Lione poteva valere 30 anni fa ma oggi non serve più», ha detto Di Maio, spiegando che il contratto prevede il «blocco» di un’opera ritenuta inutile e dannosa. Proposta indecente. Parole surreali. Matteo Salvini la rispedisce al mittente. “Sono fiducioso, ma…”, è l’avvertimento del leader della Lega. “Sulla formazione del governo abbiamo già fatto un lavoro che non è mai stato fatto nella storia della Repubblica italiana, ossia definire un programma punto per punto da rispettare mese per mese. Ma se qualcuno non rispetterà questo programma, salta tutto“. Questo il monito del leader della Lega, Matteo Salvini, lanciato nel corso di una visita a uno dei gazebo allestiti a Milano per consultare la base leghista sul contratto di governo con i cinquestelle.

Di Maio evidentemente ha bene in mente che in molte regioni del nord i No-Tav con il “corollario” dei centri sociali si sono dimostrati molto vicini al M5S, appoggiandolo in diverse occasioni. Che Di Maio si sia sentito in dovere di tirare fuori la questione Tav per pagare in qualche modo il conto? Probabile.

Ricordiamo anche che  tanti appartenenti delle forze dell’ordine sono stati aggrediti selvaggiamente in questi anni per difendere i cantieri della Tav dagli assalti dei centri sociali. La battaglia della Lega e del centrodestra sulla legalità non possono essere messi in discussione. Per questo il ricordo corre alla ormai famigerata maestra che urlava “merde” ai poliziotti,  Lavinia Flavia Cassaro, la “cattiva maestra” di Torino, che cantava per la giunta Appendino con Maura Paoli, la consigliera M5s eletta in Sala Rossa. Imbarazzante. Per questo Salvini non può accettare che Di Maio indossi i panni da No-Tav. “I patti si rispettano”. Punto.