Di Maio parla come un leader comunista: “Sarà un governo del popolo”

Nel giorno in cui Lega e Cinquestelle annunciano l’accordo su premier e squadra di governo, che domani saranno presentate ufficialmente al presidente Mattarella, il leader del M5S Luigi Di Maio ammette che non sarà lui a guidare l’esecutivo ma spinge sui tasti del sentimentalismo di sinistra parlando come un leader comunista che arringa i proletari: “Il nostro governo sarà un amico del popolo, del movimento 5s, questo è il nostro obiettivo ed è questo che volevamo raggiungere”. Qualcuno, sul web, già lo chiama Luigi “Di Mao”…

E l’incubo di una patrimoniale di ispirazione comunista potrebbe palesarsi proprio grazie alla rivendicazione che i grillini fanno sulle politiche economiche: “Il ministero dello Sviluppo economico, con dentro il lavoro, deve essere del M5s”, fa sapere il capo politico del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, parlando a Teramo a sostegno del candidato sindaco Cristiano Rocchetti. Secondo indiscrezioni di stampa, a Palazzo Chigi dovrebbe andare il docente di Diritto Privato Giuseppe Conte, all’Interno Matteo Salvini e allo Sviluppo economico (o al Lavoro) Luigi Di Maio. E alle perplessità che i paesi europei manifestano sui programmi economici di un governo anti-europeista come potrebbe essere quello giallo-verde, Di Maio replica: “Fateci partire e poi ci criticate, non si era mai visto criticare un governo prima che nasca”, dice in riferimento all’allarme del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire sul prossimo governo. “Quando sento questi attacchi – ha aggiunto – sono ancora più motivato ad andare avanti, significa che siamo sulla strada giusta”. Oggi ci ha criticato anche il ministro dell’economia francese – ha sottolineato Di Maio, ricordando le critiche e gli avvertimenti dei giorni scorsi dall’Europa – Io a lui rispondo con un sorriso. Fateci partire e poi ci criticate, ne avete tutto il diritto”.