Di Battista provoca il Colle. Niente niente ce l’avesse con Di Maio?

mercoledì 23 maggio 15:40 - DI Niccolo Silvestri

Un attacco nel momento più delicato di una vicenda politica intricatissima, addirittura «teatrale» secondo lo scrittore Stefano Massini che l’ha trovata ricca di suspence e di colpi di scena. Un attacco arrivato proprio nel momento in cui i suoi due protagonisti, Salvini e Di Maio, trattenevano il fiato in attesa della mossa decisiva del Quirinale: la convocazione di Conte. Il flash di agenzia arriva alle 12,58. Che sollievo per la “strana coppia”. Sì ma quanta paura, anzi quanto fastidio per quell’entrata a gamba tesa, un quarto d’ora prima, di Alessandro Di Battista su Mattarella: «Non si opponga al governo del cambiamento». «Ancora lui, ma non doveva espatriare?», si sarà chiesto in quei quindici minuti il suo ex-dioscuro Giggino. E sì, perché il Che Guevara de no’ antri non è nuovo a sortite del genere, ad incursioni temerarie quando il momento richiederebbe prudenza o a sbrodolature pseudo-oratorie quando la convenienza politica, che pure non è peccato, imporrebbe il silenzio. È recidivo il Dibba, una prima volta ha scartavetrato Berlusconi proprio mentre Salvini lo tentava con la soluzione dell’appoggio esterno; quindi ha sbertucciato il Pd lasciando Di Maio senza secondo forno. Infine, ha caricato a testa bassa Mattarella proprio mentre questi si accingeva a convocare al Colle il professor Conte per affidargli (forse) l’incarico di formare il governo. Berlusconi, Pd e Quirinale: tre attacchi ad altrettanti bersagli, che però hanno fatto sudare freddo il solo Di Maio. A questo punto, delle due l’una: o Di Battista sta ai tempi della politica come il sale nel caffè, e allora è meglio che prolunghi il più possibile il suo soggiorno di vacanza-studio nel Nuovo Mondo, oppure, al di là dell’ostentato rapporto alla Eurialo e Niso, ha un problema irrisolto con Di Maio. In questo caso, però, il consiglio è quello di non allontanarsi troppo. Un altro paio di “gaffe” così e far fuori l’amato rivale sarà un gioco da ragazzi.

 

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