Da Gasparri primo no a Di Maio: “Vuoi solo dividerci”. Le ipotesi sul tappeto

A breve giro di posta, dopo la nuova apertura alla Lega di Salvini rinnovata da Di Maio, ospite di Lucia Annunziata, arriva un primo “no” al leader del M5S. Ad esprimere tutto il suo scetticismo rispetto a quello che appare come un “passo indietro”, un “mea culpa” di Di Maio, è Maurizio Gasparri di Forza Italia: “Il finto passo indietro del capo grillino si baserebbe sulla frantumazione della coalizione di centrodestra– dice netto Gasparri-  Quindi la sua è una proposta basata sul nulla, sulla divisione della  coalizione che ha preso più voti alle ultime elezoni e che non si  realizzerà perché Berlusconi, Salvini e Meloni continueranno a  procedere insieme, sia in Parlamento e nella politica nazionale che  sui territori, dove nei giorni scorsi proprio questa coalizione ha  inflitto sonore sconfitte ai grillini nel Molise e nel Friuli-Venezia  Giulia”. Una trappola, un bluff le parole del leader del M5S?. Non ha dubbi Gasparri sui secondi fini di questa nuova piroetta:

“Di Maio -aggiunge secco – fa il quaquaraquà, parla al vento del nulla,  facendo una sintesi mirabile della sua inconsistenza personale. Noi  chiediamo che il governo sia politico, si basi sul centrodestra,  affronti il nodo della legge elettorale. Altrimenti saranno gli  elettori, prima o poi, a regolare i conti con la nullità grillina che  non è riuscita a dare uno sbocco al consenso ricevuto”.

Gelmini e Bernini: “Di Maio inquietante”

Intanto arrivano altri no autorevoli, altri commenti negativi alle “sconcertanti” parole di Di Maio, come le definiscono le due capogruppo di Fi che si sono espresse senza se e senza ma: ”Ancora una volta Di Maio mette in  scena un goffo e reiterato tentativo di dividere il centrodestra. Un’ennesima invasione di campo per provare a coprire le sue debolezze, le sue difficoltà e il fallimento del Movimento 5 stelle”. Sono le parole di  Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. ” Rispediamo al mittente queste inaccettabili intromissioni. La nostra coalizione è più che mai coesa e domani a Mattarella rappresenterà una posizione responsabile e unitaria per risolvere lo stallo istituzionale in atto. Per il futuro governo si parte dalla nostra area politica, che ha vinto le elezioni del 4 marzo, e dai nostri programmi. Di Maio si metta l’anima in pace”.

In piena condivisione con le parole di Gasparri e Gelmini, arriva anche il giudizio della capogruppo a Senato di FI, Anna Maria Bernini:  “Basta tatticismi e soprattutto basta veti contro FI e Berlusconi. Lo spettacolo offerto anche oggi da Luigi Di Maio è inaccettabile e surreale. Dopo avere tenuto il Paese intero ostaggio dei suoi maldestri tatticismi per oltre due mesi, ricevuta in ultimo una sonora sportellata in faccia dal Pd, oggi fa un appello alla divisione di quel centrodestra che lo ha battuto nelle elezioni politiche, in Molise ed in Friuli Venezia Giulia. Addirittura arriva a paventare, con parole gravissime, l’implementazione di tensioni democratiche nel Paese, ove il suo partito non dovesse andare al potere. E’ evidente che questi signori sono interlocutori a dir poco inquietanti e che l’unica speranza di un governo per l’Italia è a partire dal centrodestra e dal suo programma, evitando l’avventura di un ritorno alle urne che risulterebbe schizofrenia politica sulla pelle del Paese”. Parole dure e chiare.

E’ evidente quanto diventi a questo punto cruciale il vertice di Palazzo Grazioli previsto in serata tra Berlusconi, Salvini e Giorgia Meloni. Si ragionerà sulla risposta da dare a Luigi Di Maio: se la partita si chiuderà con l’idea di scegliere un premier “terzo” indicato da Salvini e il capo del Movimento, come proposto da quest’ultimo; oppure se sarà rispedita al mittente la proposta lanciata in queste ore. Le parole che giungono dai vertici di Fi non lascerebbero dubbi.

Berlusconi, idea Casellati

Pertanto, se si verificherà questa seconda ipotesi – il “no” a Di Maio- restano in piedi altri due schemi per il quinto giro di consultazioni che si apre lunedì. Tiene banco la carta studiata da Silvio Berlusconi per giocare d’anticipo su Mattarella. Il leader di Forza Italia starebbe lavorando, secondo quanto riportato Il Fatto Quotidiano, a una soluzione per portare il centrodestra unito al governo, con l’appoggio esterno del Pd. La carta per convincere tanto Mattarella quando gli alleati sarebbe quella della presidente del Senato  Elisabetta Alberti Casellati: una donna premier (che non dispiacerebbe a Mattarella), nonché la figura istituzionale che Lega e FdI hanno contribuito in modo decisivo a portare a Palazzo Madama. Resterebbe l’incognita Pd. Secondo il Fatto, pare che i contati tra Lotti e Letta in questi giorni siano stati intensi. Un jolly e un’incognita da sviluppare nelle prossime ora.

Spunta la Severino: trappolone per Berlusconi

Ma tiene banco anche un altro scenario: il presidente della Repubblica Mattarella starebbe pensando a un governo di tregua guidato da una donna. E accanto a Lucrezia Reichlin e Marta Cartabia, costituzionalista,  tra le”papabili” figurerebbe anche colei che ha di fatto decretato la fine politica di Berlusconi. Figurerebbe anche il nome di Paola Severino tra quelli nella rosa del Quirinale per il premier che dovrà guidare il “governo di tregua”. Paola Severino, lo ricordiamo, oggi fa il rettore all’università Luiss di Roma, era stata ministro della Giustizia di quel governo Monti che ha poi agito nella direzione di disarcionare il Cavaliere dall’agone politico, appunto con la “Legge Severino”, che di fatto “fece fuori” dalla politica Silvio Berlusconi dopo la condanna per evasione fiscale. Il trappolone contro il Cav è sempre in agguato.