“Che tempo che fa”, costi scandalosi e il contratto di Fazio che grida vendetta

Potrebbe sembrare cattiveria o persecuzione contro Fabio Fazio. È solo sconcerto. Il fatto è che la vicenda del suo contratto faraonico – già attenzionato dall’Anac- e i costi di “Che tempi che fa” sono  diventati la rappresentazione plastica di come vengano sperperati i soldi pubblici. I conti in tasca li ha esposti Il Fatto quotidiano. Il dato finale è che per ogni puntata del programma di Fabio Fazio in prima serata, «la tv di Stato spende 409mila euro». Un costo che definire fuori misura è dire poco: una lunga tavolata, ospiti e un acquario, filmati di repertorio costano così tanto?

Ecco dove finiscono dieci milioni

“Che tempo che fa” costa alla Rai oltre 18 milioni di euro all’anno. «Di questi una buona parte finiscono nelle casse di Officina srl, società proprietaria del format di cui Fazio detiene il 50 per cento delle quote. Nel documento pubblicato sul Fatto ci sono i dettagli di spesa. Si sapeva già che il conduttore prende 2 milioni e 240mila euro all’anno lordi per 64 puntate per quattro anni, fino al 2021. «Il punto più delicato riguarda i costi di produzione con “appalto parziale” (senza gara) e lo sfruttamento del format, contrattualizzati con Officina Srl nel settembre 2017», leggiamo. «I 18.325.350 euro di costi annui sono così suddivisi: 10.644.400 per il solo primo anno del quadriennio, di cui 704.000 annui per i diritti del format, il resto sono quindi i costi di produzione». Somme che «finiscono nelle casse di Officina Srl. Poi, per la Rai, ci sono i costi di rete: scenografia, regia, redazione, acquisto diritti di filmati e foto, quantificati in 2,8 milioni di euro. A ciò si aggiungono altri 2,6 milioni per costumi, trucco, riprese, servizi in esterna e così via». E naturalmente l'”impagabile” Littizzetto… Se non è uno spreco questo…