Beppe Grillo cerca di salvare la faccia a Di Maio. E parla “imitando” Salvini

Il momento non è tanto positivo e Beppe Grillo l’ha capito. I sondaggi non sono tanto buoni, l’ondata gialla sembra si sia fermata e il suo Di Maio non sta facendo una bella figura. Anzi, dà l’idea di aver perso la bussola, di essere impacciato. E molti, nel M5S,  hanno storto il naso, secondo i rumors c’è una corrente interna che lo contesta e che non lo considera all’altezza. E anche nell’opinione pubblica questo giudizio poco gradevole si sta allargando a macchia d’olio. Allora Grillo entra in campo, cercando di difendere Di Maio e di strizzare l’occhio a Salvini. «Se puntiamo a ridurre le imposte per le piccole e medie imprese, se puntiamo a un reddito di cittadinanza, se vogliamo migliorare la vita delle persone, allora possiamo trovare un accordo», afferma in un’intervista su Newsweek rilanciata dal suo blog.

Beppe Grillo cerca di togliere
dagli imbarazzi Di Maio

Grillo dà le direttive proprio nei temi che hanno visto protagonista un Di Maio titubante. «L’Unione europea in passato aveva molti meriti, ma ora è disfunzionale, ha bisogno di riforme. Il Parlamento europeo non ha alcun potere, le decisioni sono prese dai commissari. E se si guarda a chi siede nelle commissioni, si trova un politico circondato da sette lobbisti. Indovina chi prende le decisioni?», dice, ricalcando un po’ le tesi (guarda caso) care alla Lega. «Siamo favorevoli a un referendum consultivo sull’Euro. Potrebbe essere una buona idea avere due Euro, per due regioni economiche più omogenee. Uno per l’Europa settentrionale e uno per l’Europa meridionale».

La svolta inaspettata su Putin,
Trump e immigrati

Ma ecco l’affondo salva-Di Maio, sempre più balbettante quando si parla di immigrati. «I flussi migratori devono essere controllati. Dobbiamo sapere chi entra in Italia. Il problema non dovrebbe essere lasciato a gruppi non governativi sovradimensionati», afferma Beppe Grillo. E la Russia? «Putin è certamente una persona che ha idee chiare. Non temo affatto Putin. La Russia vuole fare commercio, non la guerra. L’antiputinismo ci costa miliardi in sanzioni». E Trump? «Ho osservato che i media mainstream erano così totalmente contro di lui che, alla fine, lo hanno aiutato. Lo stesso è accaduto con il Movimento Cinque Stelle. I media hanno ottenuto l’opposto di quanto mirassero. Lo stesso è accaduto con Brexit». Il finale: «Avete mai sentito parlare de La mossa dell’immortale durante una partita a scacchi? Quando un giocatore sacrifica i pezzi più importanti per vincere con una sola pedina? Questo è il mio caso. Sono una sorta di padre nobile, un mecenate. Lo osservo dall’esterno e interverrei solo se si perdessero di vista i principi», conclude Beppe Grillo,