Battesimo di sangue per l’ambasciata Usa. Strage di palestinesi (video)

Continua a salire il bilancio dei morti negli scontri alla barriera di confine tra la Striscia di Gaza e Israele: sale a 37 il bilancio dei morti palestinesi durante le manifestazioni contro l’inaugurazione dell’ambasciata Usa a Gerusalemme collocata nel 70esimo anniversario della  “Nakba”, la nascita dello stato di Israele. Lo ha riferito su Twitter il portavoce del ministero della Sanità palestinese a Gaza, Ashraf al-Qudra, che parla anche di 1.693 feriti, oltre 500 in più rispetto a un’ora prima.

Scontri a Gaza, sale a 37 il bilancio dei morti

È la cronaca di una protesta annunciata quella che arriva da Gaza nel giorno in cui gli Stati Uniti trasferiscono ufficialmente la lora ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, in un gesto che di fatto sancisce il riconoscimento della città come capitale d’Israele da parte dell’amministrazione Trumpe che arriva sei mesi dopo la decisione della Casa Bianca di riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana. I media locali parlano  anche di problemi intorno al campo profughi di al-Bureiji, e nel nord, vicino a Jabaliya. A Gaza è stato indetto uno sciopero generale, che ha portato alla chiusura di scuole, università, banche e negozi alle prime ore del mattino. «È tempo che l’amministrazione e i membri del Congresso degli Stati Uniti mettano fine alla loro pratica di ricatto, estorsione e minaccia contro il popolo palestine e smettano di accusa una nazione resa schiava che già sta vivendo sotto occupazione militare e soffrendo di atti deliberati e sistematici di violenza, colonialismo e apartheid» è la denuncia durissima della dirigente dell‘Olp, anan Ashrawi all’agenzia Wafa.

Inaugurata la nuova ambasciata Usa a Gerusalemme

La nuova ambasciata americana a Gerusalemme verrà inaugurata nel corso di una cerimonia alla presenza di circa 800 persone tra le quali  Ivanka Trump, il marito Jared Kushner e il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin. Dagli Usa è partita una foltissima delegazione, 250 persone, che oltre al vice segretario di Stato John Sullivan, annovera anche senatori, deputati, governatori e esponenti della comunità ebraica americana. «Che giorno fantastico! Grazie @Potus Trump». Sono le parole di Benjamin Netanyahu che su Twitter risponde e ringrazia il presidente Trump che ha parlato di «una grande giornata per Israele» annunciando la diretta tv sulla Fox della cerimonia di apertura dell’ambasciata Usa a Gerusalemme. Il premier israeliano, come ha fatto Trump, ignora nel suo tweet le proteste al confine tra Israele e Gaza e la strage di palestinesi.