Aveva violentato le nipotine in Spagna: marocchino arrestato a Reggio Emilia

Era fuggito dalla Spagna dopo aver molestato e violentato le sue nipotine. Ieri è stato acciuffato in Italia, a Reggio Emilia, zona stazione ferroviaria. Sono stati i carabinieri di corso Cairoli, nel corso di una capillare attività di controllo del territorio eseguita in città con il supporto dei carabinieri della compagnia d’intervento operativo di stanza al 6° battaglione carabinieri Toscana di Firenze, a far scattare le manette intorno ai polsi del protagonista di questa ripugnante ma purtroppo ordinaria storia di brutalità sui minori: un cittadino marocchino di 34 anni cui davano la caccia le polizie di mezza Europa.

Il marocchino era stato condannato a 6 anni

Il mandato di cattura europeo nei confronti del nordafricano era stato spiccato dall’autorità giudiziaria di Toledo, in Spagna. L’uomo era scappato per sottrarsi ai 6 ani di carcere inflittigli dalla giustizia iberica che ne aveva accertata la responsabilità nella consumazione della violenza sessuale su minori. I reati, secondo la documentazione in possesso dei carabinieri, sarebbero stati commessi nel novembre del 2012, quando viveva in Spagna. Le sue vittime sono due nipotine di 6 e 8 anni.

Le due bambine inseguite sin nel bagno

In particolare il ricercato, approfittando del rapporto familiare con le due bambine e del fatto che viveva con loro, nottetempo, dopo essersi spogliato, si introduceva nel letto delle piccole, quando il resto della famiglia dormiva, strofinando i suoi genitali sulle parti intime delle piccole e eiaculando sopra di loro. Stesse, perverse, modalità adottava quando le bambine si trovano nella vasca da bagno intente a lavarsi. Per diverso tempo è stata la paura a tappare la bocca delle due bambine. Poi, però, è arrivato il momento della ribellione e del coraggio e il marocchino è stato denunciato. Da ieri, grazie ai carabinieri di corso Cairoli, sta dietro le sbarre del carcere di Reggio Emilia. Ne uscirà solo per essere tradotto in Spagna dove l’aspetta la pena che merita.