Alpini “stupratori”: scritte, sassi e centraline a fuoco. Così Trento accoglie l’adunata

Due incendi nella notte hanno danneggiato altrettante centraline elettriche ferroviarie in Trentino a poche ore dall’inizio dell’adunata nazionale degli Alpini che prende il via proprio oggi e si chiuderà domenica. Sugli episodi, per i quali non ci sono rivendicazioni, indaga la Digos della polizia. Hanno riguardato uno la linea del Verona-Brennero, a Lavis, l’altro quella della Valsugana, a Villazzano di Trento.

A Trento ci sono già 60.000 persone per l’adunata ma l’atmosfera di festa è stata già turbata dalle violenze dei centri sociali.  Un negozio che vende prodotti ufficiali dell’adunata è stato preso a sassate. Per solidarietà il governatore del Trentino, Ugo Rossi, è passato al negozio lasciando un mazzo di fiori alla titolare. Scritte ingiuriose contro gli alpini, non firmate, erano apparse nei giorni scorsi su alcuni muri in centro e alla facoltà di Sociologia dove è stata occupata l’aula studio Rostagno per protesta contro l’adunata. Le scritte sui muri, riconducibili alla sinistra estrema, sono vergognose: “Alpini assassini”, “Alpini stupratori”, “Alpino una faccia da fiumi di vino, un cappello da lago di sangue”. I centri sociali accusano le penne nere di essere responsabili di “atrocità compiute nelle missioni internazionali di pace”. Polemiche anche per la mostra che ricorda la missione in Russia che recuperò i corpi dei caduti italiani. L’accusa contro l’iniziativa è di “apoteosi di neonazionalismo”.

Posata, infine, la prima pietra del nuovo Museo nazionale degli alpini sul Doss Trento, che verrà ampliato e riqualificato in base a un protocollo d’intesa firmato nel maggio 2017 fra ministero della Difesa e Associazione nazionale degli alpini.