Accordo nucleare, il mondo col fiato sospeso per la decisione di Trump

Sale la pressione internazionale su Donald Trump affinché non lasci l’accordo nucleare. I ministri degli esteri tedeschi e francesi riuniti oggi a Berlino hanno lanciato un appello congiunto al presidente degli Stati Unitia non ritirarsi dall‘accordo nucleare iraniano. “Temiamo che un fallimento porterebbe a un’escalation facendoci regredire ai tempi precedenti al 2013″, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas in un incontro con il suo omologo francese Jean-Yves Le Drian. Secondo Maas il mondo è più sicuro con l’accordo che senza di esso e i firmatari europei dell’intesa hanno preparato buone raccomandazioni per il loro partner statunitense, che il 12 maggio deciderà se continuare a sostenere il piano d’azione globale congiunto del 2015 con l’Iran o reimporre le sanzioni a Teheran Indipendentemente dalla decisione di Washington, sia i capi diplomatici tedeschi che quelli francesi hanno promesso tuttavia il loro continuo impegno per l’accordo. “Non vediamo alternative ai meccanismi di controllo e alle restrizioni al programma atomico iraniano”, hanno sottolineato. Della stessa opinione la Gran Bretagna: “In questo momento delicato, sarebbe un errore abbandonare” l’accordo sul nucleare con l’Iran. In visita oggi a Washington, il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson ha anticipato la posizione di Londra, già riaffermata nei giorni scorsi, in un editoriale scritto per il New York Times. “Solo l’Iran ci guadagnerebbe” se le restrizioni previste dall’intesa venissero meno, ha avvertito Johnson, “di tutte le opzioni che abbiamo per assicurare che l’Iran non si doti mai dell’arma nucleare, questo accordo offre gli svantaggi minori”. “Certo – ha ammesso il ministro degli Esteri britannico – ha le sue debolezze, ma sono convinto che si possa rimediare. In questo momento, la Gran Bretagna sta lavorando con l’amministrazione Trump ed i nostri alleati francesi e tedeschi per assicurare che questo avvenga”. L’Iran – oltre ai dazi ed alla Corea del Nord – sarà al centro dei colloqui che Johnson avrà a Washington con il vice presidente Mike Pence, con il consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton e con il segretario di Stato americano Mike Pompeo, in vista della scadenza del 12 maggio, quando il presidente Donald Trump annuncerà se gli Stati Uniti resteranno o meno nell’accordo. Persino Teheran è d’accordo: “Lasciare l’accordo nucleare porterà sicuramente all’isolamento degli americani nella comunità internazionale. Quindi gli americani non trarranno beneficio da una tale decisione”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, riferendosi alla possibile uscita di Washington dall’intesa sul programma nucleare iraniano del luglio 2015. Zarif, citato dal sito dell’emittente Press Tv, ha annunciato che da parte di Teheran ci sarà una “reazione feroce” che “non sarà piacevole” per gli Stati Uniti in caso di “violazione” dell’intesa. “La Repubblica islamica – ha aggiunto – ha finora osservato l’accordo ed è seria a riguardo, ma gli americani non hanno aderito all’accordo e questo è indicativo della loro inaffidabilità”.