“Vi faccio vedere come muore un italiano”. 14 anni fa l’eroismo di Quattrocchi (video)

sabato 14 aprile 19:23 - DI Valter Delle Donne

«Prima che lo portassero via, Fabrizio Quattrocchi non disse niente. Si alzò e ci salutò, con tranquillità e serenità». Nel ricordo del suo compagno di prigionia Maurizio Agliana, c’è la testimonianza più toccante del contractor ucciso il 14 aprile 2004. A quattordici anni dalla morte, è ancora vivo il ricordo del sacrificio e l’eroismo di Quattrocchi. I compagni di prigionia (con lui e Agliana c’erano Salvatore Stefio e Umberto Cupertino) ignoravano il destino di Fabrizio. Venne detto loro che sarebbe stato liberato come “merce di scambio”. «Ci venne detto che lo liberavano – ha spiegato Stefio – ufficialmente venimmo informati dal nostro ambasciatore, dopo essere stati liberati dalle forze speciali americane, che era deceduto». «Quando è andato via – ha ricordato Cupertino – lo abbiamo seguito con lo sguardo da sotto la porta, siamo rimasti a guardare i piedi, fino a quando è stato possibile».

L’esecuzione di Quattrocchi

La storia è nota: il 14 aprile 2004, due giorni dopo il rapimento a Baghdad, Quattrocchi viene portato dai terroristi (Falangi verdi di Maometto) in un campo alla periferia della capitale irachena. Nel un video diffuso dai sequestratori si vede Fabrizio con le mani legate e una sciarpa a celargli il capo. Viene fatto inginocchiare in una fossa. Prima chiede toccandosi la sciarpa: «Posso levarmela?». Poi aggiunge con voce ferma: «Così vi faccio vedere come muore un italiano». Pochi istanti dopo avviene l’esecuzione da parte dei terroristi. Un atto di eroismo riconosciuto in ogni parte del mondo.

Quattrocchi, eroe caduto in terra straniera

«Quando tornano i caduti in terra straniera, vengono accolti da eroi: autorità in silenzio, bandiere, saluti militari, musica solenne. Niente di tutto questo quando le bare sono quelle degli agenti di protezione privata, dei contractor: sono morti che è meglio nascondere, morti imbarazzanti». Nelle parole dello scrittore britannico Paul Laverty c’è la definizione migliore dei contractor, ma per Fabrizio questo silenzio non può e non deve valere.

Commenti

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  • paulvalery34@hotmail.fr 15 aprile 2018

    cosa e andate a fare li!!!
    chiedelo ai figli rimasti orfani .
    fare i soldi e sporcarsi le mani di sangue di innocenti.
    al l inferno tutti i foreignfighters

  • Giuseppe Tolu 14 aprile 2018

    Queste sono persone degne di merito e medaglie, un vero eroe.