Una Boschi tutta da ridere: «Donne e bebè, noi sì che siamo stati bravi…»

L’annuncio trionfale, postato con toni solenni e rigorosamente auto-celebrativi, arriva dal profilo Facebook della ex ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi, non per niente nota, dopo anni di mandato governativo, più che altro come “Lady Etruria” e fin qui al centro dell’attenzione mediatica più per l’inaccettabile onta dei “decreti salva banche” che per le iniziative socio-politiche promosse in nome delle pari opportunità. Ma tant’è: il web accoglie anche quest’ultimo annuncio social e incassa l’ennesimo spot dem autoreferenziale, con buona pace di chi, tra promesse di bonus e di aiutini da Palazzo Chigi, è ancora in speranzosa attesa.

Boschi, l’ultima beffa: su Fb
inneggia ai contributi  per le lavoratrici

E così, in anni di governo in cui le uniche decisioni forti prese o condivise dall’affascinante ex ministro dall’alto di importanti scranni occupati a Palazzo Chigi – presidiati in quota rosa e in percentuale dem – hanno riguardato soprattutto iniziative parlamentari e interventi diplomatici inerenti i vertici delle istituzioni bancarie in difficoltà o mirati alle varie trasferte in casa Ue. Alle prese, ma a corrente alternata, col problema della tutela delle donne, da sventolare come una bandiera della sinistra solo nell’imminenza delle elezioni o a poche ore dall’ultimo femminicidio. Casualmente immemore del fatto che, gli esecutivi Renzi e Gentiloni dalla stessa Boschi evocati ancora una volta in quest’ultimo annuncio social tra nostalgia governativa e tentazioni propagandistiche, non hanno neppure pensato a nominare un ministro delle pari opportunità chiamato a tutelare i diritti delle donne, salvo poi – resisi conto dell’autogol – improvvisare in zona Cesarini una delega alla bella Maria Elena che, però, non ha provveduto a utilizzarla a dovere, in un lungo post social sentenzia: «Anche quest’anno, grazie ai governi Pd le madri lavoratrici potranno usufruire di un contributo di 600 euro al mese per l’acquisto di servizi di baby-sitting o per far fronte alle spese degli asili nido al termine del proprio congedo di maternità presentando domanda entro il prossimo 31 dicembre».

Con buona pace di chi non ha ancora
mai visto bonus e incentivi promessi

E così, con buona pace di tutte le utenti e le internaute che, da anni reclamano il diritto a una normativa in grado di asserire prima, e disciplinare poi, una reale conciliazione, fantomatica realtà sempre evocata ma mai efficacemente tradotta in provvedimenti legislativi e atti esecutivi; millantando trofei, ricchi premi e cotillon in palio da riscuotere in nome delle pari opportunità, sempre dalla sua pagina Facebook Maria Elena Boschi prosegue affermando orgogliosa: «Una misura concreta a favore delle donne e per la promozione delle pari opportunità. Un altro impegno mantenuto grazie all’azione seria del Pd per il nostro Paese – conclude la sottosegretaria alla presidenza uscente –. Il Partito democratico negli ultimi anni, grazie ai governi Renzi e Gentiloni, ha rimesso le pari opportunità e i diritti delle lavoratrici al centro dell’agenda politica. Mi auguro che il prossimo esecutivo non disperda i frutti di un lavoro serio a fianco delle donne». Chissà cosa ne pensano, allora, tutte quelle italiane che, in difficoltà economica, con lavori precari, mariti disoccupati, un mutuo o un affitto da pagare – condizioni che, all’atto della domanda per accedere a incentivi governativi o corsie preferenziali, si trasformano improvvisamente da gravosi oneri economici a privilegi penalizzanti – non riescono ad avere i punteggi necessari per la graduatoria d’accesso alle scuole d’infanzia comunali e statali, o che, pur bombardate da annunci di bonus bebè e aiuti alle famiglie, magari al fotofinish si sono viste sfilare aiuti e rinnegare promesse, entrambi puntualmente disattesi…