Tragedia a Forlì, spara e uccide la figlia disabile. Poi punta l’arma contro di sé

giovedì 12 aprile 11:42 - DI Lara Rastellino

Tragedia della disperazione a Meldola (Forlì): un dramma che si è consumato in pochi attimi. Attimi di silenzio, di coraggio che si alimenta dell’angoscia e del senso di abbandono che, nei giorni che diventano anni, si trasforma in rabbia mista a sconforto. Attimi di silenzio rotto dal fragore spaventoso dell’esplosione di due colpi d’arma da fuoco, dall’urlo assillante delle sirene delle ambulanze e delle auto d’ordinanza delle forze dell’ordine; dal frastuono roboante dell’elicottero del 118. Poi i dubbi diventano certezza: un uomo di 73 anni ha ucciso la figlia disabile con una pistola e poi si è sparato alla testa, senza riuscire a suicidarsi però: ed ora versa in gravissime condizioni all’ospedale di Cesena.

Forlì, spara e uccide la figlia gravemente disabile

Una tragedia della disperazione, si diceva: un sentimento che deve aver attanagliato questo genitore alle prese con una figlia gravemente disabile. Una tragedia che si è consumata in pochi istanti ma che forse, nella mente dell’uomo, montava da tempo alimentandosi, giorno dopo giorno, dello sconforto e della difficoltà con cui un padre si è ritrovato a gestire, in solitudine, quella figlia bisognosa di cure. Un dolore e una rabbia silenziosi, fino a quando in quella che fino a ieri era un’anonima abitazione di via San Domenico a Mendola, nel Forlivese, non sono arrivati i Carabinieri della Compagnia di Meldola ed il personale del 118. Militari e soccorritori che, però, non hanno potuto far altro che constatare la morte della donna, 45 anni, annientata praticamente sul colpo. Accanto a lei, riverso in un lago di sangue, il genitore carnefice e vittima, protagonista disperato di un dramma che si è chiuso nel peggiore dei modi. E allora, come riporta il Resto del Carlino, «Come ogni mattina, il padre era sceso insieme a lei. Aspettavano il mezzo di trasporto che la accompagna regolarmente all’istituzione Davide Drudi”, struttura attiva in paese. Ma mentre si trovavano in garage, l’uomo ha rivolto l’arma contro la sua stessa figlia. Per poi fare fuoco anche contro di sè. Le sue condizioni sono considerate gravissime». Ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena, l’uomo lotta tra la vita e la morte.

 

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