Skripal, Londra ammette: nessuna prova che il nervino arrivi dalla Russia

La Gran Bretagna, alla fine, è costretta ad ammettere che non sono state trovate prove di alcun genere che possano ricondurre la responsabilità dell’avvelenamento con il gas nervino dell’ex-spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia alla Russia.
Non è stato possibile determinare se l’agente nervino utilizzato per avvelenare l’ex-spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia sia stato prodotto in Russia rivela il Direttore esecutivo del laboratorio militare britannico di Porton Down, Gary Aitkenhead, in un’intervista a Sky News.

«Siamo stati in grado di identificare che si tratta dei tipo Novitchok e di accertare che era un agente nervino di tipo militare, ma – spiega il direttore del Dstl, il Defence Science and Technology Laboratory  – non abbiamo potuto verificare la provenienza precisa», aggiungendo che il governo britannico ha usato «una serie di altre fonti per giungere alle sue conclusioni».

La Russia, che ha negato sistematicamente ogni responsabilità nell’attacco compiuto il 4 marzo a Salisbury, chiedendo ripetutamente a Londra di esibire le prove raccolte contro Mosca, aveva chiesto di essere coinvolta nelle indagini. E domani, proprio su richiesta di Mosca, si riunirà il consiglio esecutivo dell’OpacOrganizzazione per la proibizione delle armi chimiche.
L’ente, con sede a L’Aja, è responsabile dell’adesione e del rispetto della convenzione del 1997 relativa alle armi chimiche. «Il presidente del Consiglio esecutivo – spiegano dall’Organizzazione – ha ricevuto una richiesta dal rappresentante permanente della Federazione russa per convocare una riunione del Consiglio esecutivo, in connessione con l’incidente di Salisbury», in Inghilterra.

La prossima settimana il premier britannico Theresa May sarà in Danimarca per una visita ufficiale in programma il 9 aprile. Nell’incontro con il premier danese Lars Lokke Rasmussen, tra l’altro, si parlerà proprio del rapporto tra Ue e Regno Unito e anche dell’attacco con agente nervino condotto in Inghilterra contro l’ex-spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia. La vicenda ha innescato una serie di provvedimenti di espulsione tra la Russia e un lungo elenco di paesi, compresa la Danimarca, che ha allontanato due funzionari russi.