Siria, Trump crede alle fake news: “Decisioni importanti in 24/48 ore”

È molto preoccupante che persino Donald Trump, oltre al Papa, creda alle fake news sulle armi chimiche. Preoccupante e strano, perché l’intelligence Usa ha certamente gli strumenti per verificare che Damasco non ha mai utilizzato alcuna arma chimica in Siria né altrove, a differenza dei terroristi dell’Isis, che quelle armi le possono aver trafugate dagli arsenali libici e iracheni. Ma Trump, evidentemente malconsigliato da chi desidera regolare i conti una volta per tutte con la Russia di Putin, agisce d’impulso: “Prenderemo decisioni importanti nelle prossime 24-48 ore”. Trump si esprime così, durante una riunione di gabinetto, dopo il presunto attacco chimico condotto su Douma. “Condanno gli atroci attacchi su siriani innocenti, condotti con armi chimiche proibite. Un attacco atroce, orribile. Stiamo studiando la situazione da vicino, siamo impegnati in una serie di meeting con le nostre forze armate. Prenderemo decisioni importanti nelle prossime 24-48 ore”, dice il presidente degli Stati Uniti. “Siamo molto preoccupati, non possono accadere cose del genere. Analizzeremo questi atti barbarici. Se è la Russia, se è la Siria, se è l’Iran… se sono tutti insieme, lo capiremo e sapremo le risposte molto presto”, aggiunge, “Prenderemo la decisione molto rapidamente. Probabilmente entro la fine della giornata, non possiamo tollerare atrocità del genere”, dice il presidente rispondendo ad una domanda. L’opzione militare è esclusa? “Nulla è escluso”. Ci sono dubbi su chi sia responsabile dell’azione? “Per me non ci sono molti dubbi, ma i generali chiariranno la situazione”. Da parte sua il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito “una provocazione” le accuse al regime di Damasco, secondo cui sarebbe responsabile del presunto attacco con armi chimiche a Douma. Nel corso di una conferenza stampa a Mosca, Lavrov ha sottolineato che “non ci sono prove” sulla responsabilità di Damasco e ha espresso il suo “sostegno totale a un’inchiesta equa e immediata” sul presunto utilizzo di armi chimiche. “Comunque – ha sottolineato il capo della diplomazia di Mosca – quando l’inchiesta è intesa per arrivare a un punto predefinito, che è il raid è stato compiuto da Assad, con il sostegno di Putin – non ci sono elementi per una discussione seria”.