Siria, salgono i dubbi sulla legittimità dei raid. Ma la Ue li sostiene…

In attesa che oggi la premier Theresa May intervenga alla Camera dei Comuni per riferire sul bombardamento contro la Siria, il Partito laburista ha diffuso il proprio parere legale sul raid. Secondo il documento di 5 pagine redatto per conto del Labour da Dapo Akande, docente di diritto internazionale all’Università di Oxford, l’azione militare congiunta di Usa, Regno Unito e Francia, basata sul principio dell'”intervento umanitario”, è stata illegale “Contrariamente alla posizione del governo, né la Carta dell’Onu, né le consuetudini del diritto internazionale consentono azioni militari basate sulla dottrina dell’intervento umanitario”, scrive il professo Akande, rilevando che il Regno Unito è “uno dei pochissimi Stati” che accolgono questo principio, mentre “la stragrande maggioranza degli Stati lo rifiuta esplicitamente”. “Accettare la posizione sostenuta dal governo significherebbe minare la supremazia della Carta dell’Onu”, afferma ancora l’esperto di diritto internazionale consultato dal Labour. E, aggiunge, “anche se ci fosse una dottrina dell’intervento umanitario nel diritto internazionale, i bombardamenti contro la Siria non sembrano rispondere ai requisiti indicati dal governo”, in quanto mancherebbe la necessità di fornire “sollievo immediato e urgente” alle popolazioni colpite. Ad essere messa in discussione è anche la responsabilità stessa del regime siriano riguardo all’uso di armi chimiche a Douma. Akande, infatti, sottolinea che il raid di Usa, Regno Unito e Francia è avvenuto “prima” che gli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche raggiungessero le zone interessate, per poter stilare il loro rapporto.

Cina e Iran: così si aiuta l’Isis

“Il ricorso alla violenza esacerberà solo la situazione nella regione”. Così il ministero degli Esteri cinese condanna i raid condotti nella notte tra venerdì e sabato da Stati Uniti, Francia e Regno Unito in risposta al presunto attacco chimico del regime siriano. “Una soluzione politica è l’unica possibile”, ha detto ancora il portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, aggiungendo che è “irresponsabile lanciare un’offensiva militare sulla base della presunzione di colpevolezza”. I raid coordinati dagli Stati Uniti in collaborazione con Francia e Gran Bretagna sulla Siria dimostrano che Washington ha rapporti diretti con i terroristi. Lo ha dichiarato il presidente dell’Iran Hassan Rohani. ”Gli americani hanno reagito così dopo che i terroristi sono stati mandati via da una regione importante come la Ghouta orientale”, ha detto Rohani in una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. Il presidente iraniano ha poi detto che i raid rappresentano una violazione del diritto internazionale e non resteranno senza una risposta da parte delle organizzazioni internazionali. Ma i ministri degli Esteri dell’Ue, riuniti a Lussemburgo, “condannano con forza l’uso ripetuto e continuo di armi chimiche da parte del regime siriano, ivi incluso l’ultimo attacco contro Duma, che ha costituito una grave violazione del diritto internazionale e un affronto alla decenza umana. Il Consiglio apprende che gli attacchi aerei mirati da parte di Usa, Francia e Regno Unito sulle strutture dedicate alle armi chimiche in Siria hanno costituito misure specifiche, prese con l’unico obiettivo di prevenire un ulteriore uso di armi chimiche da parte del regime siriano per uccidere il suo stesso popolo”. Lo riportano le conclusioni del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo. Il Consiglio “sostiene ogni sforzo diretto alla prevenzione dell’uso di armi chimiche”.