Trump: “Assad animale”. E sulla Siria si teme un cambio di rotta degli Usa

Una base militare del governo siriano è stata colpita oggi all’alba da un lancio di missili, che hanno ucciso e ferito diverse persone, secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale Sana. “La nostra difesa aerea ha contrastato un attacco missilistico contro l’aeroporto militare T4”, ha riportato l’agenzia, citando una fonte militare che ha specificato che sono stati otto i missili intercettati.

Il raid arriva due giorni dopo l’attacco – condotto con armi chimiche secondo fonti occidentali – condotto nella zona controllata dai ribelli alle porte di Damasco, Douma, ed in cui oltre 70 persone sono rimaste uccise. Il Pentagono ha negato il coinvolgimento nel raid contro la struttura militare siriana, arrivato poche ore dopo che Donald Trump ha detto che vi sarebbe stato “un grande prezzo da pagare” per l’attacco  a Douma e dopo che ha dato dell’ “animale” al leader siriano Assad.

Secondo il ministero della Difesa russo sono stati due F-15 israeliani a lanciare all’alba di questa mattina otto missili contro la base militare T-4 siriana. La situazione è dunque di grande tensione e non si esclude una reazione degli Stati Uniti.

Gli Usa potrebbero rispondere all’attacco a Douma con un raid militare in Siria e nuove sanzioni contro la Russia, cambiando linea rispetto al recente annuncio di Donald Trump sul prossimo ritiro americano dal paese arabo. Lo scrive il Washington Post, ricordando che diversi importanti esponenti repubblicani hanno esortato Trump a riconsiderare il suo piano di ritiro dei 2mila soldati americani impegnati nel paese arabo. E si è tornato a parlare di raid in Siria e nuove sanzioni anti russe, dopo quelle che venerdì hanno colpito diversi oligarchi. A rafforzare l’ipotesi di un raid vi è anche la determinazione della Francia, che si dice pronta ad assumersi le proprie responsabilità.