Siria, lo stranissimo caso delle armi chimiche che nessuno trova

martedì 17 aprile 16:48 - DI Mario Aldo Stilton

Cose strane accadono in Siria. Uniche e financo soprannaturali, per chi avesse voglia di esplorare l’ignoto. Accade, intanto, che seppur tutti si dicano certi dell’esistenza delle famigerate armi chimiche nessun  visibile campione delle medesime riesce a materializzarsi. Come se le volessero tenere nascoste quelle dannatissime prove. Fatto che, sebbene comprensibile per Assad e per i suoi alleati iraniani e russi, è del tutto illogico per americani, inglesi e francesi che invece avrebbero di che guadagnare dalla dimostrazione della perfidia siriana. Invece niente. Le prove non escono, non si materializzano. E, tuttavia, assumono il principio del dogma: bisogna credere alla loro esistenza. Neppure la agguerrita Nikki Haley, al contrario del vecchio Colin Powell, ha pensato di suscitare stupore e preoccupazione agitando una qualche provetta con un po’ di polvere colorata al tavolo tondo del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Niente di niente. Non dev’essersela sentita di rischiare la figuraccia mondiale del suo predecessore. Perciò, passano i mesi e le prove delle armi chimiche non si vedono. Forse, azzardiamo, perchè essendo appunto chimiche una volta acchiappate evaporano, spariscono, si sciolgono. O, forse, perchè proprio non ci sono. Perchè c’è anche da considerare l’altra -enorme- stranezza accaduta in Siria. Anch’essa riconducibile al soprannaturale. O alla più prosaica truffa. E cioè: americani, inglesi e francesi sparano l’altra notte oltre 120 missili contro, testualmente, i “siti di stoccaggio e di produzione di armi chimiche” in mano a quell’orrido Assad e ai suo prezzolati. Una settantina sono intercettati dalla contraerea siriana, gli altri vanno a segno. E che succede? Succede il miracolo. Che per quelle zone, magari, sarà una quasi normalità, ma che lascia tutti noi miscredenti occidentali a bocca aperta. Perchè la distruzione di quei siti, fatto documentato dall’arrivo immediato sul posto di decine di telecamere e di soldati in divisa, non ha provocato neppure un morto o un intossicato che sia stato uno. E com’è possibile colpire e distruggere un sito di stoccaggio di, che so?, gas nervino, mostarda, cloro o fosforo o altro veleno e non provocare -non solo nelle immediate vicinanze dell’obiettivo distrutto- una ecatombe, o una strage o, almeno, una carneficina? Stranezze che accadono solo in Siria.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • info@seeninside.net 18 aprile 2018

    Egregi, Vi scrivo in relazione alla vicenda dei gas in Siria, se state seguendo la questione credo vi sarà utile.

    Questa dell’attacco coi gas a Douma è una balla colossale, formata inoltre da “prove” patetiche, questo è un mio articolo pubblicato oggi: la bomba a gas è un bombola per gas industriale camuffata dal fabbro del paese.

    http://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/attacco-coi-gas-a-douma-siria-83705/

    Questa l’analisi fatta un anno fa per l’analogo episodio a Khan Saykhun in Siria. La messinscena era stata più sofisticata ma i Ribelli Democratici si impicciarono coi fusi orari (al tempo di Maometto non c’erano!)

    http://www.seeninside.net/siria/index.html

    Invece relativamente ai gas di Salisbury (caso Skripal) gli attempati 007 di Sua Maestà hanno preso una topica pazzesca con la prima versione dei fatti http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/82312-82312/

    maldestramente corretta con la seconda versione quasi peggio della prima http://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/articolo-luigi-82555/

    Poichè non si può cercare il Casus Belli su una bombola di azoto camuffata dal fabbro del paese se tornate sull’argomento magari fatelo notare, perchè il famoso “Occidente” più che nel patetico è scivolato nel ridicolo: ognuno avrà i suoi buoni motivi ma sempre ridicolo resta, e oltretutto con l’abbattimento dei Towahwak “rapidi ed infallibili” si è dimostrato che si è persa la superiorità tecnologica nelle armi convenzionali e nella guerra elettronica, ripetendo ad aprile 2018 quanto era già successo ad aprile 2017.

    Su queste cose se volete mi ci confronto con chiunque, sono un perito giudiziario con quasi trenta anni di esperienza e non proprio sulle liti di condominio http://www.seeninside.net/piracy/it-whois.htm , e questo è il mio intervento alla U.E. ad aprile 2016 sul caso Marò https://www.youtube.com/watch?v=Xs3R0KC2feY&t=67s

    Ovviamente non sono l’unico in grado di fare analisi tecniche di valenza giudiziaria, abbiamo fior di esperti capaci di riconoscere una bombola di azoto da un ordigno bellico, la differenza sta fra il dirlo o il tacerlo.