Siria, lo stranissimo caso delle armi chimiche che nessuno trova

Cose strane accadono in Siria. Uniche e financo soprannaturali, per chi avesse voglia di esplorare l’ignoto. Accade, intanto, che seppur tutti si dicano certi dell’esistenza delle famigerate armi chimiche nessun  visibile campione delle medesime riesce a materializzarsi. Come se le volessero tenere nascoste quelle dannatissime prove. Fatto che, sebbene comprensibile per Assad e per i suoi alleati iraniani e russi, è del tutto illogico per americani, inglesi e francesi che invece avrebbero di che guadagnare dalla dimostrazione della perfidia siriana. Invece niente. Le prove non escono, non si materializzano. E, tuttavia, assumono il principio del dogma: bisogna credere alla loro esistenza. Neppure la agguerrita Nikki Haley, al contrario del vecchio Colin Powell, ha pensato di suscitare stupore e preoccupazione agitando una qualche provetta con un po’ di polvere colorata al tavolo tondo del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Niente di niente. Non dev’essersela sentita di rischiare la figuraccia mondiale del suo predecessore. Perciò, passano i mesi e le prove delle armi chimiche non si vedono. Forse, azzardiamo, perchè essendo appunto chimiche una volta acchiappate evaporano, spariscono, si sciolgono. O, forse, perchè proprio non ci sono. Perchè c’è anche da considerare l’altra -enorme- stranezza accaduta in Siria. Anch’essa riconducibile al soprannaturale. O alla più prosaica truffa. E cioè: americani, inglesi e francesi sparano l’altra notte oltre 120 missili contro, testualmente, i “siti di stoccaggio e di produzione di armi chimiche” in mano a quell’orrido Assad e ai suo prezzolati. Una settantina sono intercettati dalla contraerea siriana, gli altri vanno a segno. E che succede? Succede il miracolo. Che per quelle zone, magari, sarà una quasi normalità, ma che lascia tutti noi miscredenti occidentali a bocca aperta. Perchè la distruzione di quei siti, fatto documentato dall’arrivo immediato sul posto di decine di telecamere e di soldati in divisa, non ha provocato neppure un morto o un intossicato che sia stato uno. E com’è possibile colpire e distruggere un sito di stoccaggio di, che so?, gas nervino, mostarda, cloro o fosforo o altro veleno e non provocare -non solo nelle immediate vicinanze dell’obiettivo distrutto- una ecatombe, o una strage o, almeno, una carneficina? Stranezze che accadono solo in Siria.