Siria, i senatori italiani stanano il governo uscente: venga a riferire

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Anche il Senato chiede al governo italiano di fare luce sull’attacco chimico in Siria. Il primo dibattito a Palazzo Madama è proprio sulla situazione in Medio Oriente. Non era previsto dall’ordine del giorno, ma la delicatezza del tema è tale che si coglie subito la prima occasione, la pausa per consentire ai segretari di procedere allo scrutinio delle schede per l’elezione di due segretari d’aula in rappresentanza del Gruppo Misto e del Gruppo delle Autonomie. Così il vicepresidente Ignazio La Russa, al suo esordio alla guida dell’aula, concede la parola ad un rappresentante per gruppo, tutti concordi nel chiedere che il governo venga a riferire al più presto a Palazzo Madama sulla delicatissima situazione internazionale. Ognuno con sfumature diverse. Così se il capogruppo del Pd Andrea Marcucci (il primo a chiedere la parola per avviare il dibattito) chiede di fermare l’utilizzo delle armi chimiche e di condannare con forza e compattezza internazionale gli autori e i mandanti di tali scellerate azioni; il grillino Toninelli ritiene che Gentiloni «debba quanto prima informare tutte le forze politiche sugli sviluppi in corso, soprattutto in virtù dell’esito elettorale del voto del 4 marzo e della nuova composizione parlamentare in essere»; il centrodestra, a più voci, chiede di approfondire la questione dell’attacco chimico per far appurare l’accaduto ad una inchiesta internazionale indipendente ed evitare azioni avventate. Per Lucio Malan di Forza Italia «L’Italia, per la sua posizione, per la sua storia e per il suo ruolo politico deve avere un ruolo in questa fase, deve far sentire la propria voce». Alberto Bagnai della Lega ricorda le scuse di Tony Blair per l’intervento in Iraq sulla base di notizie rivelatesi false sulle armi di distruzione di massa e invita a riflettere sul ruolo dell’Unione Europea nello scenario internazionale. Giovanbattista Fazzolari di Fratelli d’Italia osserva che «è stata stabilita la pena, ma non è stata ancora provata la colpa, dato che gli ispettori internazionali dell’ONU non si sono ancora espressi circa il presunto attacco chimico che c’è stato nella città di Douma, sulla natura dell’attacco e sui responsabili dello stesso». Il senatore di FdI invita quindi a valutare la situazione con estrema attenzione dato che «mosse avventate in Iraq, in Medio Oriente e recentemente in Libia sono state poi smentite dai fatti e forse con il senno di poi sarebbe stato meglio adottare una maggiore prudenza». Hanno concluso il dibattito Loredana De Petris di Liberi e Uguali che ha posto l’accento sul ruolo dell’Onu, finora incapace di intervenire sul fronte siriano, sia per fare chiarezza sull’uso delle armi chimiche sia per evitare che prevalga l’azione di «sceriffi internazionali» e «la logica della legge del più forte» e Albert Laniece del Gruppo delle Autonomie che si è soffermato sul «silenzio assordante dell’Unione Europea». Adesso il Senato attende le risposte del governo.