Siria, cielo nero e silenzio della notte squarciati dal passaggio dei missili (VIDEO)

sabato 14 aprile 10:15 - DI Lorenza Mariani

Il buio e il silenzio della notte squarciati dal roboante passaggio dei missili lanciati da Stati Uniti, Regno Unito e Francia nei cieli sopra la Siria. Almeno un centinaio di testate sganciate contro obiettivi siriani, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, secondo cui «il sistema di difesa aerea siriana è stato attivato, una parte considerevole dei missili cruise e aria-terra è stata abbattuta prima di raggiungere gli obiettivi».

Siria, il cielo notturno squarciato dal rombo dei missili

Il cielo nero illuminato da uno squarcio di luce livida, il silenzio della sera rotto dal rombo dei missili, mentre in tv il presidente americano Donald Trump e la premier britannica Theresa May annunciavano l’attacco congiunto condotto dalle forze armate Usa, inglesi e francesi contro «il programma clandestino di sviluppo di armi chimiche in Siria». Oggi, dopo i raid notturni – un’operazione, della quale i russi sono stati informati «in anticipo in anticipo», la coalizione anglo-francese-americana è tornata a ribadire che «l’obiettivo è semplice: impedire al regime di usare di nuovo le armi chimiche». Per questo, spiegano i vertici Usa e del regno Unito, il principale centro di ricerca (di queste armi) e altri due siti sono stati colpiti da mezzi navali e aerei.

Missione mirata contro l’arsenale chimico di Assad

Nel dettaglio, fa sapere l’Eliseo a sua volta, «una missione aerea è partita da molte basi in Francia per raggiungere le coste della Siria, sono stati lanciati missili da crociera, in coordinamento con i nostri alleati americani e britannici». Un’azione congiunta e scrupolosamente mirata, dicono ora dagli usa alla Gran Bretagna , passando per la Francia, e che il ministro degli Esteri Yves Le Drian ha definito  «legittima, mirata e proporzionata». Un attacco durato poche ore e che ha avuto soprattutto un obiettivo nel mirino degli alleati: tre siti che ospiterebbero l’arsenale chimico di Assad a Damasco e a Homs. Al momento, fortunatamente, non si ha notizia di vittime civili.

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