Siria, 70 morti in un attacco chimico su Duma. Ma Damasco nega tutto

domenica 8 aprile 10:30 - di Prisca Righetti

Siria, attacco chimico su Duma, roccaforte dei ribelli siriani nella Ghuta orientale, alle porte di Damasco: lo scenario è, ancora una volta, quello del day after un’apocalisse. Oltre 70 i morti, tra loro donne e molti bambini. A fornire i dettagli dell’ultima tragedia bellica di una guerra che sembra non finire mai è al Jazeera che, riportando le drammatiche testimonianze di sopravvissuti, residenti e attivisti, ricostruisce l’ultimo reportage di sangue e di morte dall’infuocato fronte siriano.

Siria, attacco chimico su Duma: oltre 70 le vittime

Testimonianze rese nel pianto, immagini rubate dall’occhio della telecamere, scatti di un orrore che torna a ripetersi: secondo quanto riferito, tra gli altri, dal sito dell’Ansa in queste ore, «I White Helmets, un gruppo di soccorritori che operano in aree controllate dall’opposizione in Siria, hanno affermato che la maggior parte delle vittime sono donne e bambini. Damasco, riferiscono i media statali, ha negato l’utilizzo di armi chimiche. Al Jazeera riferisce che Moayed al-Dayrani, un residente di Duma e medico volontario, ha detto che il bilancio delle vittime dovrebbe aumentare». Quel che è certo, tra ipotesi e ricostruzioni, sospetti e smentite, è che al momento dall’inferno di Duma sono oltre il migliaio i casi di persone assistite che accusano gravi difficoltà respiratorie dopo che – a quanto riferito dai vari media nell’immediatezza dell’evento – una bomba al cloro è stata sganciata sulla città. E la drammatica eventualità che, come quasi sempre in questi casi, il già gravissimo bilancio della strage possa aumentare di entità nelle prossime ore, prende sempre più corpo. Intanto, sul fronte militare, si conferma che le forze filogovernative e i loro alleati venerdì hanno lanciato una massiccia offensiva di terra su Duma, l’ultima roccaforte ribelle nei pressi della capitale.

Il timore che il bilancio possa aumentare…

E mentre al Jazeera e Bbc, riportando in diretta le testimonianze di locali e attivisti confermano in queste ore quanto appreso dai soccorritori che da ore operano senza sosta nella zona che sono moltissime le persone in gravissime condizioni, da un tweet, poi cancellato, si adombrava la possibilità che le vittime possano diventare a breve oltre 150. Dalla trincea istituzionale, invece, Damasco, secondo quanto riportato dai media locali, continua a negare strenuamente l’utilizzo di armi chimiche sostenendo, come riferito dal Corriere della sera nella sua edizione online che, «i ribelli sono alle corde e per questo mettono in giro notizie false». Una situazione che, nel dramma, ricorda tanto da vicino quanto già accaduto nell’aprile del 2017 nella provincia siriana di Idlib.

Commenti

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  • papy_denis@libero.it 8 aprile 2018

    Forse che le armi chimiche erano in un deposito centrato dall’artiglieria Filogovernativa il turco Erdogan né ha fatto largo uso contro i curdi e tutti hanno taciuto
    Mi pare che la Siria abbia garantito un corridoio per l’evaquazione dei civili e dei ribelli che vogliono abbandonare la zona di guerra, mentre turchi e ribelli usano la popolazione come scudi umani.