Siluro contro Orban da parte della Ue. Vogliono “punirlo” per aver trionfato

Il trionfo di Viktor Orban in Ungheria non è piaciuto a Bruxelles che si prepara a lanciare il primo siluro contro il leader della destra, punto di riferimento per le altre destre sovraniste d’Europa. Scattano le ritorsioni. Sargentini, eurodeputata olandese dei Verdi e relatrice in commissione Libertà civili, Giustizia e Affari interni dell’Aula sulle violazioni dei diritti fondamentali dell’Ue da parte del governo ungherese, raccomanda di attivare nei confronti di Budapest l’articolo 7 del Trattato sull’Ue, procedura già innescata nei confronti della Polonia e  che può portare (ma occorre l’unanimità in Consiglio Europeo) fino alla sospensione dei diritti di voto dello Stato in questione nel Consiglio. “Il tempo degli avvertimenti è finito – dice la relatrice – l’Unione Europea deve far prevalere la legge e attivare la procedura prevista dall’articolo 7 nei confronti dell’Ungheria”. La Sargentini definisce inoltre “deplorevole” il fatto che la Commissione Europea non abbia agito “prima” nei confronti del governo di Viktor Orban, che, ricorda, “ha violato a più riprese l’indipendenza del potere giudiziario, la libertà di stampa e i diritti fondamentali dei suoi cittadini”.

Alessandra Mussolini per Forza Italia è “assolutamente” contraria all’attivazione della procedura che “ritorsione” contro Viktor Orban per la vittoria riportata da Fidesz nelle ultime elezioni. Lo dichiara all’AdnKronos l’eurodeputata  (Fi, gruppo Ppe), membro della commissione Libe dell’Europarlamento. “Noi – afferma la Mussolini – abbiamo avuto la stessa posizione anche con la Polonia: siamo assolutamente contrari a queste azioni violente, di utilizzo del trattato e dei regolamenti contro degli Stati membri. Le violazioni devono essere comprovate: c’è stata un’elezione democratica, e abbastanza ‘sostanziosa’, di sostegno a Viktor Orban. Questa è una ritorsione: sono le solite azioni di propaganda che non accogliamo, all’interno, pur valutando e facendo tutte le dovute critiche”. La posizione del Ppe, anche se ci sono eurodeputati che la pensano diversamente, “in generale – spiega – non è quella di accettare delle posizioni tranchant, assolutamente, tantomeno a ridosso delle elezioni che ci sono state”. Per l’europarlamentare “è impossibile che passi: ci sarebbe una grande spaccatura all’interno, anche perché ci sono tanti Paesi, all’interno del Ppe, che la pensano esattamente così”.