Sgarbi va da Musumeci per fare la pace. Ma si scatena in un altro show

Si dimetterà domani da assessore della Regione Sicilia, anche se avrebbe voluto aspettare ancora per capire «l’aria che tira», perché «se dovessero sciogliere le Camere, cosa che mi auguro, io resterei qui». Vittorio Sgarbi ha incontrato in mattinata Nello Musumeci, «per fare pace dopo le ultime incomprensioni». A margine dell’appuntamento, però, ha rilasciato una articolata intervista all’agenzia di stampa Adnkronos, dalla quale è emerso che se c’è una cosa che proprio non gli va giù, più del lasciare la delega ai beni culturali dell’Isola, è rimanere senza un posto sicuro.

«Hanno pensato a me come ministro dei Beni culturali»

«Se si dovesse fare un governo tecnico e non politico, come è altamente probabile, hanno pensato a me per fare il ministro ai Beni culturali. Me lo hanno confermato fino a ieri…», ha detto Sgarbi, precisando che «prima di lasciare la mia carica di assessore avrei voluto aspettare proprio per questo motivo». Insomma, fosse stato per lui avrebbe sfruttato tutti, o quasi, i 90 giorni che la legge gli dà per scegliere tra l’impegno in Regione e quello in Parlamento, che sono incompatibili. Ci si è messo, però, il governatore a chiedergli chiarezza in tempi rapidi, guadagnandosi strali e l’accusa di essere «uno che non mantiene gli accordi». «Se Musumeci avesse avuto la pazienza di aspettare venti giorni, potevamo capire meglio l’aria che tirava», ha spiegato ancora il critico d’arte, sottolineando che «se dovessero sciogliere le Camere, cosa che io mi auguro, io resterei qui…». «Quello che è singolare – ha detto ancora – è tutta questa fretta. Si poteva anche aspettare che si facesse questo non governo…».

Tutto lo vogliono, qualcuno se lo piglia?

E, ancora, «ogni persona che vedo mi chiede di restare e di non andare via», ha aggiunto Sgarbi, che pure prima di candidarsi alla Camera doveva essere al corrente dell’incompatibilità. In realtà, un paracadute in caso di scioglimento anticipato delle Camera ci sarebbe anche, ed è l’ipotesi circolata nei giorni scorsi per cui Sgarbi potrebbe rimanere come consulente della giunta. C’è però un problema sottolineato dal critico: «Me lo ha proposto il governatore nei giorni scorsi, vediamo se resterò. Anche se i soldi sono quello che sono….». In ogni caso, ha concluso Sgarbi, «mi sembra meglio non litigare con Musumeci in questa fase».