Scopelliti si costituisce in carcere. La difesa: è innocente, non è finita qui

giovedì 5 aprile 16:21 - DI Annamaria Gravino

Da stamattina Giuseppe Scopelliti è al carcere Arghillà di Reggio Calabria. «Da persona per bene qual è, si è costituito spontaneamente», commenta l’avvocato Aldo Labate, che lo ha difeso nei processi di merito. La Cassazione gli ha comminato una condanna a 4 anni e 7 mesi di reclusione per falso in atto pubblico, in relazione ai bilanci del Comune di Reggio Calabria all’epoca in cui era sindaco. «Le sentenze si rispettano e il dottor Scopelliti, da uomo delle istituzioni, lo ha fatto ancora prima che questa sentenza venisse eseguita. La accetta, ma come la sua difesa – spiega l’avvocato – dissente».

Avvocato Labate, cos’è che la lascia più perplesso di questa sentenza?

Tutte le nostre argomentazioni difensive sono state rigettate. Aspettiamo le motivazioni della Cassazione per capire perché.

Quali erano queste argomentazioni ignorate?

Erano tantissime, potrei stare qui a parlarne tre ore. Ma, per fare un esempio, a nostro parere non è mai stato provato il concorso di persona nel reato. Secondo noi, c’è sempre stata carenza della prova del concorso di Scopelliti nella falsificazione, a questo punto accertata dalla Corte. Anche i motivi del ricorso erano imperniati su questo, altrimenti si finisce nell’attribuire una responsabilità di posizione.

Colpisce il fatto che i tre revisori dei conti del Comune siano stati condannati a una pena decisamente più lieve di quella dell’allora sindaco Scopelliti: 2 anni e 4 mesi, che significano niente carcere. Non spettava a loro il controllo sui bilanci?

Sì, e questo costituisce un problema giuridico. I revisori dei conti sono l’organo tecnico che aveva l’obbligo di impedire l’evento. È normale che questa cosa la colpisca: il soggetto sindaco non ha l’obbligo del controllo sulla falsità del bilancio, non conosce il bilancio in questi termini, non ne ha la competenza tecnica, se anche fosse lui stesso un revisore di conti – e non è questo il caso – in quel momento agirebbe da sindaco, il quale esprime un voto che è lo stesso voto di un qualsiasi altro consigliere. Qui, paradossalmente, la sua responsabilità è stata individuata come maggiore. Non per andare contro i revisori dei conti, ma il suo stupore commenta da sé la vicenda: colpisce nel segno l’ingiustizia sostanziale della pena comminata.

Rispetto a questa «ingiustizia sostanziale» si può fare ancora qualcosa o è finita qui?

Quando si è fermamente convinti della propria innocenza, anzi quando i fatti dimostrano la fondatezza della tesi difensiva non si deve mai chiudere la porta all’attività difensiva. Andiamo avanti, ma dobbiamo leggere le motivazioni.

Pensate di rivolgervi alla Corte europea?

Non escludiamo niente, ma qualsiasi cosa è un passo successivo alla lettura delle motivazioni.

Ha avuto modo di sentire Scopelliti in queste ore?

Sono andato a trovarlo stamattina. Sta come una persona incensurata che va in carcere per un reato di falso. Come una persona incensurata che va in carcere. Ripeto, è un uomo delle istituzioni, per vent’anni ha servito le istituzioni, accetta la sentenza, ma dissente.

 

Commenti

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  • Sebastiano.nicolo@email.it 8 aprile 2018

    Ciao Peppe. Un abbraccio.

  • 6 aprile 2018

    Al mio caro amico Peppe…..forza e coraggio, solo chi è passato dalle forche gaudine di questa giustizia malata può capire come ti senti in questo momento, da persona innocente dietro le sbarre…da persona perbene e con grande dignità ti sei costituito spontaneamente ma “da innocente”.
    Non hai nulla di che rimproverarti, nessuno potrà mai toglierti il valore più caro che hai la dignità.
    in questi giorni bui, molti festeggeranno e getteranno ancora più fango con l’intento di sporcarti, ma sciacalli sono e sciacalli resteranno…..
    Forza e coraggio tuo fraterno amico

  • brunopaterno@icloud.com 6 aprile 2018

    Una grande ulteriore vergogna italiana