Scopelliti, per lui pena severa. Ma la verità storica non si può cancellare

Sono state numerose le reazioni nel mondo della destra alla condanna definitiva inflitta dalla Cassazione a Giuseppe Scopelliti per falso in atto pubblico. Il Movimento nazionale per la sovranità di Reggio Calabria, in una nota sottolinea come una sola sentenza non sia in grado di “eliminare il suo lavoro al servizio della comunità, non farà sparire le decine e decine di opere pubbliche progettate e realizzate per Reggio e la Calabria nei suoi anni di governo, l’efficienza dei servizi forniti e l’immagine di una città rinata e divenuta protagonista nel Mediterraneo. Una sentenza è una Sentenza e, per quanto risultato di elaborazione umana, va rispettata. Lo ha fatto Scopelliti in oltre sette anni di gradi processuali e tre pronunce giurisdizionali, senza avere mai vergato una sola riga di commento riguardo a ciò che per un cittadino condannato costituirebbe legittimo e sacrosanto esercizio di un diritto. Lo ha fatto andando oltre il dettato normativo, con le dimissioni in occasione della Legge Severino, che costituiscono unico caso nazionale, e lo ha ripetuto giovedì scorso consegnandosi alla giustizia prima ancora della notifica della sentenza della Suprema Corte”. La vicenda processuale di Scopelliti, continua la nota, “si è conclusa con una pena severa, malgrado non gli sia mai stata nemmeno contestata la benché minima appropriazione di danaro pubblico. Così, respingiamo con forza ogni tentativo di manipolare la verità storica e di indugiare in facili accostamenti con altre ipotesi delittuose che mai nemmeno lontanamente lo hanno sfiorato. Scopelliti subisce una condanna esclusivamente per avere sottoscritto il bilancio del Comune, che per sua natura e per legge è un documento di emanazione dell’intero apparato burocratico che passa al vaglio e alla preventiva approvazione delle massime autorità istituzionali dell’ente”.  “Una sentenza – conclude la nota – può avere tolto la libertà ad un uomo oltre all’affetto dei suoi cari, ma questa non farà mai di Scopelliti un delinquente agli occhi di chi lo ha conosciuto. Gratificanti sono, infatti, in queste ore le molteplici note di solidarietà che promanano da ogni ambiente cittadino, le quali si mischiano a quelle di miserrimo giubilo, unica fonte di entusiasmo alla quale la sinistra calabrese può ancora abbeverarsi, avendo da tempo trovato chiusi i rubinetti del consenso popolare”.