Sana, l’ira del centrodestra: «Delitto orribile, inciviltà da mettere al bando»

«Cresciuta a Brescia, torna in Pakistan e viene sgozzata dal padre e dal fratello perché colpevole di voler sposare un italiano. È la storia di Sana Cheema, 25 anni. Da queste “culture”  che piacciono tanto alla sinistra non abbiamo niente da imparare. Un pensiero commosso per Sana e per tutte le vittime di un fondamentalismo tribale che considera la donna un essere inferiore all’uomo, da uccidere come fosse carne da macello».  È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Il caso di Sana ha suscitato vasta indignazione nel centrodestra.

«Chissà se l’Italia intera si indignerà, organi di informazione in testa, per l’odioso e orribile delitto etnico su una giovane ragazza di Brescia, uccisa da due familiari in Pakistan solo perché voleva sposare un italiano. Questa inciviltà razzista deve essere messa al bando in Italia. E bisogna che questo eclatante e drammatico femminicidio diventi la prima notizia per tutti. Mentre invece alcuni hanno una indignazione a fasi alterne e, in questo caso, non avranno il coraggio di denunciare le aggravanti razziste che caratterizzano questo crimine orrendo»: è quello che afferma in una nota Maurizio Gasparri. 

«Povera ragazza, sgozzata dal padre e dal fratello perché voleva semplicemente essere libera. Quanta tristezza, quanta rabbia. In Italia nessuno spazio per chi viene a portare questa cultura»:  lo afferma da parte sua su twitter Matteo Salvini.

«Un orrore da Medioevo – dice la consigliera regionale Viviana  Beccalossi – che faccio fatica a commentare. Chiedo alle nostre istituzioni, a partire dalla città di Brescia e Regione Lombardia, di intitolare a questa ragazza un luogo simbolo, per ricordare sempre che in Italia non c’è posto per chi considera la donna come una merce di scambio da offrire e vendere al migliore offerente». «I familiari di Sana – rileva Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura in Lombardia – avevano purtroppo ottenuto la cittadinanza italiana, dimostrazione di come la legge vada resa più restrittiva e non ammorbidita».