San Donato Milanese, vigile del fuoco eroe muore domando un incendio (video)

Un vigile del fuoco è morto stanotte nel corso di uno spegnimento di un incendio a San Donato Milanese. Ieri sera, verso le 21 si è sviluppato un incendio presso la ditta Rykem, specializzata in vendita di detersivi e prodotti professionali per la pulizia. Il vigile del fuoco morto, Pinuccio La Vigna, 50 anni e originario di Campobasso, era un volontario ed era stato uno dei primi a intervenire.

Nel corso delle operazioni di spegnimento, alle 22 circa, il tetto della struttura è crollato e La Vigna è rimasto schiacciato, decedendo poco dopo. L’incendio è stato domato solo molte ore dopo, nella mattinata di oggi, quando i vigili del fuoco hanno fatto sapere via Twitter che erano in corso «le ultime operazioni per il completo spegnimento». Intanto i carabinieri indagano per capire cosa abbia provocato le fiamme.

E sempre su Twitter il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha fatto sapere che «si stringe alla famiglia di Pinuccio La Vigna, il vigile volontario che ha perso la vita ieri sera durante le operazioni di soccorso». Intorno alla famiglia e al corpo dei vigili si sono strette anche le forze sindacali, politiche e sociali del Paese, che hanno lanciato un nuovo appello affinché si adottino tutte le misure necessarie per prevenire le morti bianche. «Il coraggio e l’abnegazione dei Vigili del Fuoco sono costati l’ennesima vita a San Donato Milanese», ha commentato la deputata di Forza Italia, Renata Polverini, sottolineando che «purtroppo si tratta soltanto dell’ultima tragedia verificatasi nel nostro Paese», senza che vi sia stata «una decisa reazione da parte di chi dovrebbe disporre un giro di vite sui controlli e sulla prevenzione».

L’esponente azzurra ed ex segretario generale della Ugl ha ricordato quindi che Forza Italia «chiede da tempo al governo di rivedere le regole di ingaggio degli ispettori del lavoro e di potenziarne gli scarsi organici e le pochissime risorse economiche a disposizione». «Si tratta di un investimento necessario e urgente – ha ricordato ancora Polverini – per bloccare questa drammatica escalation che vede in aumento non solo i morti, ma anche i feriti mentre la magistratura, per vari motivi, non appare in condizioni di perseguire i responsabili e restituire almeno giustizia alle famiglie provate dalla perdita o dalla invalidità dei propri cari».

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