Salvini: vediamo se Di Maio ci viene incontro, altrimenti non resta che il voto

Se c’è un punto fermo nei ragionamenti di Matteo Salvini sul governo è questo: si può tentare di mettere in piedi una maggioranza solo con i Cinquestelle. Altre strade sono precluse. Per questo, all’indomani del vertice del centrodestra, spiega che a Luigi Di Maio chiederà “un incontro per valutare la sua disponibilità a venirci incontro. Gli italiani vogliono persone capaci di fare, e io a Di Maio chiedo se vogliamo fare qualcosa oppure no, senza fermarci a veti o simpatie. Se la risposta sarà no, i numeri dicono che si torna al voto”.

Ai cronisti risponde che altri vertici del centrodestra non sono in programma e che “a questo punto è Di Maio che deve dire agli italiani se continuare a dire no a tutto -o io premier o non gioco più- o se vuole parlare di temi”. Salvini, che è impegnato in Friuli in un tour elettorale a sostegno del candidato unitario del centrodestra Fedriga afferma inoltre: “Io son pronto a governare anche domani, la Lega ha fatto più di un passo indietro per eleggere i presidenti delle Camere, mi piacerebbe che anche gli altri usassero lo stesso buon senso. Se tutti restano sulle stesse posizioni -o io o nessuno- l’unica via che resta è quella del voto”. A chi gli domanda se si vada verso la strada di un presidente del consiglio terzo, risponde così: “Terzo, quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in Parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinquestelle, se vogliono ragionare seriamente”. “Vogliamo che il voto degli italiani conti – afferma – e cosa hanno votato gli italiani? La coalizione di centrodestra e, secondo, il M5S. Escludo qualsiasi accordo con il Pd, che ha malgovernato in questi anni – ribadisce Salvini – si parte dalla coalizione di centrodestra” e dal tentativo di “dialogare sui temi con i 5 stelle”.