Salvini: vediamo se Di Maio ci viene incontro, altrimenti non resta che il voto

lunedì 9 aprile 19:02 - DI Redazione

Se c’è un punto fermo nei ragionamenti di Matteo Salvini sul governo è questo: si può tentare di mettere in piedi una maggioranza solo con i Cinquestelle. Altre strade sono precluse. Per questo, all’indomani del vertice del centrodestra, spiega che a Luigi Di Maio chiederà “un incontro per valutare la sua disponibilità a venirci incontro. Gli italiani vogliono persone capaci di fare, e io a Di Maio chiedo se vogliamo fare qualcosa oppure no, senza fermarci a veti o simpatie. Se la risposta sarà no, i numeri dicono che si torna al voto”.

Ai cronisti risponde che altri vertici del centrodestra non sono in programma e che “a questo punto è Di Maio che deve dire agli italiani se continuare a dire no a tutto -o io premier o non gioco più- o se vuole parlare di temi”. Salvini, che è impegnato in Friuli in un tour elettorale a sostegno del candidato unitario del centrodestra Fedriga afferma inoltre: “Io son pronto a governare anche domani, la Lega ha fatto più di un passo indietro per eleggere i presidenti delle Camere, mi piacerebbe che anche gli altri usassero lo stesso buon senso. Se tutti restano sulle stesse posizioni -o io o nessuno- l’unica via che resta è quella del voto”. A chi gli domanda se si vada verso la strada di un presidente del consiglio terzo, risponde così: “Terzo, quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in Parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinquestelle, se vogliono ragionare seriamente”. “Vogliamo che il voto degli italiani conti – afferma – e cosa hanno votato gli italiani? La coalizione di centrodestra e, secondo, il M5S. Escludo qualsiasi accordo con il Pd, che ha malgovernato in questi anni – ribadisce Salvini – si parte dalla coalizione di centrodestra” e dal tentativo di “dialogare sui temi con i 5 stelle”.

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  • Orderacustomessay@appliancevalue.com 12 aprile 2018

    Dal sito Dagospia articolo non firmato______ Ci mancava solo la Siria ad incasinare la partita di Sergio Mattarella. Se nel Mediterraneo cominciano a volare i missili, l’Italia da che parte sta? Da una parte c’è Salvini che si spertica in lodi per Putin (fino a voler togliere le sanzioni alla Russia), dall’altra c’è l’ambasciata americana che è molto cauta nei confronti del M5S di Di Maio ed apertamente ostile verso Salvini. I russi ovviamente esprimono consenso verso la Lega, mentre c”è diffidenza verso i grillini. Il governo francesie tifa per il M5S, e non vuole sentir parlare di Salvini: lo considera più o meno il ballerino della Le Pen. Macron ha fatto sapere che vedrebbe di buon occhio un’alleanza fra M5S e Pd, convinto com’è che questa potrebbe diventare la base per esportare anche da noi il suo “En Marchè”; magari, allargandolo anche ai moderati (leggi Forza Italia). L’unica che tace ufficialmente ed ufficiosamente è la Merkel. Ancora ammaccata dalla sua larga coalizione, non intende mettere bocca sulle questioni italiane. La Cancelliera ha deciso di rinviare la partita con l’Italia quando Bruxelle aprirà il dossier conti pubblici. Visti i venti di guerra, Farnesina e Difesa pensano alla soluzione salomonica: l’America utilizza le basi Nato presenti in Italia, senza il coinvolgimento diretto del governo. Ma è una foglia di fico che finirebbe per fare incazzare sia Mosca sia Washington. Per non parlare dei francesi.

  • avv.ballicu@katamail.com 9 aprile 2018

    mah non sarei cosi drastico se per ipotesi il pd rinsavisse e volesse appoggiare il governo di destra perchè respingere a priori la proposta di berlusconi ?in ogni caso temo che alla fine all’opposizione andrà la destra, purtroppo