Sala chiama a raccolta i gay: “Venite a Milano, ci sono locali solo per voi”

sabato 14 aprile 16:00 - DI Federica Argento

La giunta Sala è in pieno fermento: Milano non è in fibrillazione per l’emergenza sicurezza o per i migranti; non dice una parola sulle mense scolastiche che gridano vendetta. No. La giunta Sala di centrosinistra è tutta impegnata sui gay e sul come potenziare il cosiddetto turismo gay friendly. Per Sala il modello deve essere Torino, che ha «una bellissima brochure sull’offerta gay friendly» e da anni attuano strategie mirate a diventare tra le prime meta europea del turismo gay. Parole di Giuseppe Sala.

Milano sede della convention del turismo gay e lesbian  2020

Milano ha preso uno “schiaffo”,  ha perso Ema ma in compenso ha guadagato un traguardo che fa onore al popolo arcobaleno, la sede della 37esima convention di Lglta, l’associazione internazionale del turismo gay e lesbian nel 2020; e si prepara a lanciare sul sito del Comune un portale ad hoc su quartieri, locali, ristoranti arcobaleno, come anticipato in commissione l’assessore al Turismo Roberta Guaineri, sostenendo che «l’offerta dedicata ai turisti gay in città è già molto ampia ma la nostra comunicazione è ancora carente, non abbiamo un canale specifico ma intendiamo crearlo». Lo apprendiamo dal Giornale. C’è stata bagarre in commissione a Palazzo Marino. Il consigliere di Forza Italia Luigi Amicone ha tuonato contro l’assessore: «Quanto più il mondo diviso in ghetti tanto piu peggiora, a nessuno viene in mente di fare il club del turismo vegetariano o un sito sul turismo etero, Queste iniziative favoriscono solo la formazione di un campo di concentramento culturale».

La sinistra contro Fontana

Il dibattito sull’argomento gay si è infuocato dopo le dichiarazioni del governatore Attilio Fontana che aveva annunciato di non concedere il patrocinio al gay Pride in programma il prossimo 30 giugno a Milano perchè si tratta di «una manifestazione divisiva».  “Esca dal giurassico”, hanno commentato dalla Giunta. Il centrodestra compatto: «Bene ha fatto Fontana», sostiene il segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi, «a negare il patrocinio della Regione al Pride e a confermare che il Pirellone verrà di nuovo illuminato con la scritta Family day. Bene difendere la famiglia tradizionale con il papà e la mamma, bene tutelare i bambini, bene il no a una carnevalata che non necessita dì patrocinio pubblico e peraltro dispone già di quello del Comune di Milano». Scrivono su Facebook gli utenti: «bravissima Regione».

Commenti

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  • elia.cupperi@hotmail.it 20 aprile 2018

    Cari commentatori, sarà anche vero che il pride come qualsiasi manifestazione è una spesa (spesa poi che viene ampiamente risarcita e diventa guadagno con il turismo che genera), ma a voi in realtà non vi interessa dei fatti della vita reale, quindi se proprio qualcosa non vi piace, ditelo apertamente senza nascondervi dietro a false scuse, dite pure “sarò nel torto, ma anche senza motivazioni o prove di quel che dico e contro la “scienza canonica”, ma a me i gay non piacciono e non dovrebbero poter fare quello che voglio, perché anche se non danneggiano nessuno, devono fare quello che dico io.”

  • Giuseppe Forconi 16 aprile 2018

    Ecco, cari signori, questa e’ l’odierna Italia. Non solo gli stralunati fanatici della falce e martello ( che non sanno neanche come si usano ), oltre alle varie associazioni a delinquere come l’Anpi, ci mettiamo anche le lesbiche e i froci. Come pensate salvare il Paese?

  • giovanni.gesia@comune.sangiulianomilanese.mi.it 16 aprile 2018

    IL comune DI milano USASSE QUEI SOLDI PUBBLICI PER I POVERI CRISTI CHE NON HANNO UN LAVORO O QUEI POVERI ITALIANI CHE FANNO FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE, INVECE DI BUTTARLI ALLE FREGNATE CHE SOLO I comunisti POSSONO FARE. BRAVISSIMO PRESIDENTE FONTANA A NON CONCEDERE NEANCHE UNA LIRA (euro) A QUEI PAGLIACCI……!!!!!!…….

  • Lauverney@gmail.com 15 aprile 2018

    Farei un esercito con questi bei ragazzi e ragazze anche se sono versavice e li manderei in prima linea.
    Imparerebbero che nn esiste solo il gay pride