Roma, pericoloso incendio all’ostello Caritas: è il secondo in pochi giorni

”Nelle prime ore di oggi un pericoloso incendio si è sviluppato tra le baracche di cartone, legno e altro materiale infiammabile situate nella cancellata esterna all’ostello Don Luigi Di Liegro della Caritas di Roma in via Marsala (Stazione Termini). Nelle ultime settimane, infatti, la situazione di abbandono di tutta la zona circostante la Stazione Termini e San Lorenzo aveva interessato anche la parte immediatamente esterna all’ostello Caritas e l’Arco di Sisto V”. Lo scrive in una nota la Caritas Roma. ”L’incendio – spiega – subito spento dai vigili del fuoco, non ha causato gravi feriti anche grazie all’intervento degli operatori Caritas che hanno prontamente messo in salvo i senza dimora che vi alloggiavano. Ingenti danni sono stati causati alla struttura esterna dell’ostello con il crollo pressoché totale del controsoffitto e dei corpi illuminanti. Uno degli operatori della Caritas ha riportato un trauma dovuto alla caduta del materiale mentre si apprestava ai primi soccorsi dei senza dimora, mentre lievi ustioni sembra siano state riportate da due degli occupanti delle baracche, subito trasportati al Pronto Soccorso”. ”L’impianto antincendio e quelli di allarme dell’ostello hanno funzionato alla perfezione consentendo la pronta risposta all’emergenza – sottolinea la Caritas – È il secondo episodio di questo tipo nell’arco di una settimana, la volta precedente l’incendio è stato tenuto sotto controllo dagli operatori della Caritas con gli estintori. Da mesi, con più segnalazioni rivolte alle istituzioni, la Caritas e gli abitanti del quartiere hanno denunciato lo stato di completo abbandono di via Marsala, evidenziando soprattutto i pericoli per coloro che dimorano nelle baracche; iniziative riprese anche dai mezzi di comunicazione”. “Pur incontrando e mantenendo rapporti di aiuto con gli abitanti delle baracche, invitandoli a trovare altre sistemazioni alternative, gli operatori della Caritas nulla possono per prevenire tale situazione se non appellarsi alle istituzioni. Purtroppo a nulla è servito, l’unica consolazione è che non ci siano vittime”, conclude.