Rampelli: «Bene la sferzata di Mattarella, ma al centrodestra non serviva»

«Ben vengano le parole del capo dello Stato, Sergio Mattarella, sono una sferzata che non può che farci piacere». Fabio Rampelli, intervistato da Radio Radicale all’ingresso di Montecitorio, commenta il bilancio del Colle al termine del secondo e ultimo giorno di consultazioni del capo dello Stato per la formazione del governo. «Non abbiamo  bisogno di essere incoraggiati, abbiamo già fatto un altro passo in avanti dicendo chiaramente che il centrodestra, avendo vinto le elezioni, ha titolo a governare e il movimento Cinquestelle è chiamato a collaborare nella costruzione di un governo che tenga conto di un programma comune sui temi che i cittadini ci hanno manifestato in campagna elettorale, anche drammaticamente».

Rampelli: basta con i capricci e i veti incrociati

«Pensiamo ai contenuti – continua il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera –  ed evitiamo le risposte puerili e capricciose, abbiamo vinto le elezioni tutti insieme, bisogna che i Cinquestelle se ne facciano una ragione. Ora mettiamoci al lavoro sui programmi tenendo conto che gl italiani hanno espresso un verdetto molto chiaro». Ci saranno altri colloqui informali con il presidente della Repubblica? «Può capitare, penso che il presidente Mattarella abbia fatto fino in fondo il suo mestiere ma noi non possiamo fare i tour al Quirinale infine volte, abbiamo detto ciò che pensiamo». Rampelli conclude ricordando che «questa situazione di stallo non viene dalle nuvole ma è causata da una legge elettorale che ci ha lasciato Matteo Renzi, che non confermando il premio di maggioranza, sapendo che non avrebbe vinto le elezioni, ha avvelenato i pozzi. Come a dire “se non vinco io, non governa nessuno”.

«Berlusconi è un istrione, nulla di grave»

E il comportamento di Berlusconi all’uscita dal colloquio con Matarella? «È inutile fare gli ipocriti – risponde Rampelli – Berlusconi  è uno showman, è un istrione, lo sappiamo tutti. In ogni circostanza piazza la battuta che lo rende ineguagliabile, ma il comunicato congiunto di Berlusconi, Meloni e Salvini fuga ogni dubbio sulla compattezza del centrodestra, anche sul fronte della crisi siriana. Ognuno ha il suo carattere e immagino che l’ex premier sarà incollerito dai veti personali sulla sua persona».