Raid in Siria, Berlusconi: «In queste situazioni è meglio non dire nulla, ma…»

«In queste situazioni è meglio non pensare e non dire nulla». Sono le prime parole del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sull’attacco missilistico ad opera di Usa, Francia e Regno Unito. Sul raid in Siria c’è un “ma”… «Si tratta . aggiunge infatti Berlusconi – di un attacco su obiettivi precisi contro siti legati alla produzione di armi chimiche che traduce il principio internazionale di condanna di queste armi».  Questa crisi «deve accelerare la formazione del governo. Trump ha avuto al suo fianco la Francia e il Regno Unito, questo vuol dire che dovremmo con sollecitudine avere un nostro governo. Serve autorevolezza, oggi non contiamo niente». La situazione è delicatissima. «Ancora una volta – scrive Paolo Romani, senatore di Forza Italia, su Twitter – c’è stata un’azione militare non coordinata a livello Nato e senza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Senza alcuna prova certa si colpisce solo una delle due parti in gioco, il regime di Assad e si favoriscono i terroristi jihadisti che stanno perdendo terreno», conclude.

Raid in Siria, Gentiloni: «L’Italia non ha partecipato»

«L’Italia non ha partecipato» all’attacco in Siria e «il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria», specifica a sua volta Paolo Gentiloniin una dichiarazione a Palazzo Chigi. «Non è il momento dell’escalation, è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile. L’azione circoscritta, mirata a colpire le armi chimiche, non può e non deve essere l’inizio di un’escalation. Questo è quanto l’Italia ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a ribadire».