Onu, è scontro. Russia: «Aggressione». Usa: «Pronti a colpire ancora»

“L’attacco condotto da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria distrugge il sistema delle relazioni internazionali e rischia di destabilizzare tutta l’area”. È duro l’intervento del rappresentante permanente della Russia all’Onu, Vasily Nebenzya, al Consiglio di Sicurezza nel Palazzo di Vetro chiesto dalla stessa Russia dopo il raid in Siria. “Noi abbiamo fatto tutto il possibile per evitare queste strategie destabilizzatrici ma nonostante questo gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno ignorato gli appelli di tornare alla ragione” aggiunge il rappresentante del Cremlino.

Durissima la replica americana: “La Russia usa il veto il Consiglio di sicurezza dell’Onu, come il regime siriano usa il Sarin” così l’ambasciatore all’Onu, Nikki Haley, con la sua consueta brutalità, ha risposto al collega di Mosca, ricordando che il veto è stato utilizzato ben sei volte sul dossier siriano: “Non possiamo permettere – ha aggiunto la rappresentante di Washington – che la Russia getti nella spazzatura tutte le nome internazionali, e consenta che l’uso di armi chimiche non riceva una adeguata risposta”.

Ma Haley dice anche altro: “Siamo pronti a colpire di nuovo se la Siria userà ancora armi chimiche”, riferendo il contenuto di una conversazione con il presidente Donald Trump dopo il raid. “Ho parlato stamane con il presidente. Ha detto che se il regime siriano usa gas velenosi ancora una volta, gli Stati Uniti sono pronti ad usare la forza”, dice l’ambasciatrice Usa, “il tempo per le parole è finito. Abbiamo avuto 5 meeting del Consiglio sulla Siria in questa settimana”. La nostra azione “non è una vendetta, né una punizione, né per una simbolica dimostrazione di forza ma abbiamo dato alla diplomazia chance dopo chance. I nostri sforzi risalgono al 2013. La Siria si è impegnata a rispettare la convenzione sulle armi chimiche. Ma come abbiamo visto dallo scorso anno, questo non è successo”, quindi, insiste Haley “il regime siriano, con il ripetuto ricorso alle armi chimiche, ci ha spinto ad agire. Il raid di ieri è un messaggio chiarissimo: gli Stati Uniti non consentiranno al regime di Assad di usare le armi chimiche”.