Nave da guerra Usa verso la Siria: jet russi la sorvolano (a bassa quota)

Aveva annunciato una riposta forte, Donald Trump, dopo l’attacco chimico su Douma: e a 3 giorni dalla strage in Siria, la replica della Casa Bianca è arrivata, rilanciata da media e web che stanno animando da ore un inquietante tam tam che batte unicamente su una informazione: nave da guerra Usa verso la Siria. Un cacciatorpedienere battente bandiera americana è in rotta verso la costa siriana: a bordo, un pesante carico d’indignazione che giustificherebbe il piano di una probabile risposta militare indirizzata contro il regime di Bashar al Assad, ritenuto dal presidente americano il responsabile dell’attacco con armi chimiche sferrato su Douma.

Nave da guerra Usa verso la Siria

Dunque, almeno un cacciatorpediniere Usa con missili guidati sta navigando verso la costa della Siria: detto, fatto. Trump aveva promesso una risposta “forte” all’attacco chimico di tre giorni fa a Douma, attribuito alle forze del regime. E in un incontro nella notte italiana con i leader militari americani, il presidente ha ribadito: «Prenderemo una decisione stasera o comunque a breve. Non possiamo permettere che questo accada nel mondo, soprattutto quando siamo in grado, grazie alla potenza degli Stati Uniti, di fermare tutto questo. Siamo la più grande forza combattente nel mondo – ha rivendicato ancora Trump, rivolto ai militari – Questi uomini e queste donne sono persone incredibili, dal talento incredibile. E stiamo prendendo decisioni a proposito di cosa fare dopo l’attacco orribile avvenuto nei pressi di Damasco. Risponderemo, e risponderemo con la forza. Non dico quando, perché non mi piace parlare dei tempi». Intanto, mentre l’orrore ancora deflagra investendo da Douma il mondo intero,  arriva anche la seconda telefonata in due giorni tra Trump ed Emmanuel Macron. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti e il presidente francese hanno avuto ieri un colloquio telefonico – dopo quello di domenica – «per continuare il loro coordinamento nella risposta all’atroce uso di armi chimiche da parte della Siria».

Consultazioni con gli alleati per una risposta “adeguata”

Non solo: «Il presidente si sta consultando in maniera stretta con alleati e partner per definire la risposta adeguata. E come ha detto chiaramente, ci sarà un prezzo da pagare», ha ricordato solo ieri Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca. «Esortiamo tutti i membri della comunità internazionale a condividere ogni informazione relativa a questo attacco», per evidenziare «le responsabilità degli autori» della strage contro i civili a Douma. «In questo momento, gli Stati Uniti non stanno conducendo raid aerei in Siria», ha quindi aggiunto la Sanders, evidenziando che «la manifestazione della volontà di rimuovere le nostre truppe» dalla Siria «non riduce assolutamente la nostra abilità» di agire nei confronti dei responsabili dell’attacco. E’ oltraggioso dire che il presidente abbia favorito azioni come quelle che si sono verificate negli ultimi giorni»”, ha poi concluso la portavoce, contestando e rispedendo ai mittenti le affermazioni di chi ritiene che il disimpegno militare preannunciato dall’amministrazione abbia in qualche modo favorito operazioni del regime di Assad.