Meloni: «Il M5S gioca con gli italiani e rincorre solo le poltrone» (video)

«Pare che non ci sia alcuna volontà di fare un passo avanti. C’è un capriccio da parte di Luigi Di Maio, esponente di un partito che è arrivato secondo alle elezioni, che però vuole per forza sedere sulla poltrona di presidente del Consiglio. Questo impedisce a oggi la formazione di un governo, impedisce agli italiani di avere qualcuno che si possa occupare dei loro problemi perché il il Movimento Cinquestelle sta giocando con l’Italia, come si farebbe con un gioco di ruolo». Non usa mezzi termini Giorgia Meloni,  dal suo tour elettorale in Friuli Venezia Giulia.

Meloni: i 5S stanno giocando con l’Italia

«Trovo che sia un comportamento  pessimo – insiste la leader di Fratelli d’Italia – e trovo che invece sarebbe necessario rispettare la volontà popolare espressa dagli italiani lo scorso 4 marzo. Perché che piaccia al M5S oppure no, lo scorso 4 marzo ha vinto il centrodestra, e quindi pur con una legge elettorale pessima, che infatti Fratelli d’Italia non ha votato, che ci ha impedito di avere una maggioranza». Se oggi si volesse fare un governo tenendo conto della volontà popolare – prosegue – si dovrebbe partire da una guida di centrodestra e poi eventualmente dialogare sul resto». Sullo stallo causato da Di Maio la posizione di Fratelli d’Italia è chiara:  «Abbiamo  fatto molti passi in avanti rispetto alle posizioni iniziali per aiutare gli italiani ad avere un governo, mi pare che dall’altra parte ci sia semplicemente una grande rincorsa alla poltrona, molto distante dall’idea che il M5S aveva dato di sé. Perché insomma li abbiamo sentito dire “noi siamo il partito dei cittadini”, “Il partito che vuole cambiare le cose”, ma quelli che hanno assunto mi sembrano atteggiamenti buoni per la peggiore partitocrazia della Prima Repubblica».

«Il pre-incarico a Salvini è ancora in campo»

“Il pre-incarico a Salvini? È una proposta che porto avanti dal 5 di marzo. Ho sempre ritenuto che il centrodestra dovesse tenere in considerazione l’ipotesi di chiedere un incarico, per rispetto della volontà popolare, e andare in Aula a cercare dei voti su un programma di cose alle quali non si possa dire di no. Perché penso che se noi andiamo in Aula e chiediamo il taglio delle tasse, il blocco dell’immigrazione irregolare, la difesa del made in Italy e dei nostri prodotti, il sostegno alle famiglie e a chi mette al mondo i figli, l’aiuto alle forze dell’ordine e garanzia di sicurezza per i cittadini, credo che 50 voti di persone dotate di senno li possiamo trovare». Insomma l’ipotesi Salvini, conclude l’ex ministro della Gioventù dal Molise, è ancora in piedi. «Capisco le difficoltà finora per Salvini di prenderla in considerazione ma per me è un’ipotesi che rimane in campo fino alla fine piuttosto che vedere arrivare un governo fatto da chi è arrivato secondo, con chi è arrivato terzo e con chi è arrivato sesto, che si mettono insieme per scalzare chi è arrivato primo… sarebbe il ribaltone più grande degli ultimi 15 anni».