Di Maio rilancia: contratto di governo con Lega o Pd, mai con Forza Italia

Ecco cosa ha in mente Luigi Di Maio secondo indiscrezioni riportate da Corriere.it e confermate al Fatto quotidiano: lanciare un programma di governo da sottoscrivere con la Lega o con il Partito democratico. Ma Forza Italia deve restare fuori da ogni patto. Questa la posizione che il M5S illustrerà alle consultazioni con il presidente Mattarella  e che lo stesso Di Maio si appresta a spiegare nella sua apparizione al programma Di Martedì su La7. Matteo Salvini, oggi impegnato a Milano per il compleanno del figlio, aveva già fatto sapere che senza Forza Italia non sarà possibile un appoggio della Lega a un governo Cinquestelle. In queste ore circola la voce di un ‘pre-vertice’ di consultazioni domani a palazzo Grazioli, tra Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Di fronte al M5S che rivendica per Di Maio il ruolo di premier, il presidente dei depuati Fdi Fabio Rampelli taglia corto: “E’ un’insistenza -afferma- che mi sembra francamente puerile. Alla luce dei numeri, si tratta di una pura petizione di principio”. Dal Pd è arrivata immediata la risposta a Di Maio:  “Il Pd, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier. La proposta del leader 5 stelle è ovviamente irricevibile”, ha detto il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci.

Forza Italia parla di “pessimo inizio”. In una nota Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, osserva: “Sia chiaro: siamo noi a non voler fare alcun governo con il Movimento 5 Stelle, che non conosce le regole base della politica. Luigi Di Maio dimostra, ancora una volta, di non avere cultura istituzionale. Ci eravamo illusi, evidentemente, sulla sua conquistata maturità dopo il percorso fatto insieme per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato”. “Di Maio, con le dichiarazioni di oggi -avverte Gelmini – non mostra disprezzo per Forza Italia ma per quei milioni e milioni di italiani che hanno votato il movimento fondato e presieduto da Silvio Berlusconi. Così facendo si pone al di fuori del recinto costituzionale proprio alla vigilia dell’inizio delle consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È un pessimo inizio. Le istituzioni non sono una giostra dove come i bambini capricciosi si pretende di fare un giro perché si ha paura di perdere il turno. In ogni caso si continua a discutere come se le elezioni le avessero vinte i 5stelle: non è così, perché la maggioranza degli italiani ha votato e fatto vincere il centrodestra unito”.