Di Maio rilancia: contratto di governo con Lega o Pd, mai con Forza Italia

martedì 3 aprile 18:15 - di Redazione
di maio m5s

Ecco cosa ha in mente Luigi Di Maio secondo indiscrezioni riportate da Corriere.it e confermate al Fatto quotidiano: lanciare un programma di governo da sottoscrivere con la Lega o con il Partito democratico. Ma Forza Italia deve restare fuori da ogni patto. Questa la posizione che il M5S illustrerà alle consultazioni con il presidente Mattarella  e che lo stesso Di Maio si appresta a spiegare nella sua apparizione al programma Di Martedì su La7. Matteo Salvini, oggi impegnato a Milano per il compleanno del figlio, aveva già fatto sapere che senza Forza Italia non sarà possibile un appoggio della Lega a un governo Cinquestelle. In queste ore circola la voce di un ‘pre-vertice’ di consultazioni domani a palazzo Grazioli, tra Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Di fronte al M5S che rivendica per Di Maio il ruolo di premier, il presidente dei depuati Fdi Fabio Rampelli taglia corto: “E’ un’insistenza -afferma- che mi sembra francamente puerile. Alla luce dei numeri, si tratta di una pura petizione di principio”. Dal Pd è arrivata immediata la risposta a Di Maio:  “Il Pd, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier. La proposta del leader 5 stelle è ovviamente irricevibile”, ha detto il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci.

Forza Italia parla di “pessimo inizio”. In una nota Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, osserva: “Sia chiaro: siamo noi a non voler fare alcun governo con il Movimento 5 Stelle, che non conosce le regole base della politica. Luigi Di Maio dimostra, ancora una volta, di non avere cultura istituzionale. Ci eravamo illusi, evidentemente, sulla sua conquistata maturità dopo il percorso fatto insieme per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato”. “Di Maio, con le dichiarazioni di oggi -avverte Gelmini – non mostra disprezzo per Forza Italia ma per quei milioni e milioni di italiani che hanno votato il movimento fondato e presieduto da Silvio Berlusconi. Così facendo si pone al di fuori del recinto costituzionale proprio alla vigilia dell’inizio delle consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È un pessimo inizio. Le istituzioni non sono una giostra dove come i bambini capricciosi si pretende di fare un giro perché si ha paura di perdere il turno. In ogni caso si continua a discutere come se le elezioni le avessero vinte i 5stelle: non è così, perché la maggioranza degli italiani ha votato e fatto vincere il centrodestra unito”.

Commenti

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  • andrea.somenzi@yahoo.com 5 aprile 2018

    PiddiMaio……era nell’aria.

  • giacomosinagra@gmail.com 4 aprile 2018

    Il giovane ragazzo Di Maio non sa proprio come abbia potuto fare per trovarsi nell’attuale posizione. E’ rimasto fermo ai tempi, non molto addietro, quando per formava la squadra e giocare per stradaa pallone, li sceglieva a “”pari e dispari”.

  • caroli_alessandro@fastwebnet.it 4 aprile 2018

    Benissimo. Si torni subito a votare.

  • p.telattin@alice.it 4 aprile 2018

    I 5 Stelle sono inaffidabili ed arruffoni. Per fare il governo al centrodestra basterebbe l’astensione del PD, i numeri lo consentono: sarebbe un governo della non sfiducia di andreottiana memoria, ma con i numeri di questo parlamento è l’unica cosa seria possibile. Bisognerebbe che il centrodestra concordasse col PD, che è comunque più affidabile dei 5 Stelle, l’astensione ad un suo governo

  • an_ponte@tiscali.it 4 aprile 2018

    Sbaglia Di Maio vuole dettare le regole ma centro destra ha vinto le elezioni la smetta questo ragazzino che molto ha da imparare come si governa e come si fa politica, anche io non amoBerlusconi ma non sta certo a di maio esclude o includere qualcuno ‘la smetta che è ora

  • svicom@libero.it 4 aprile 2018

    Di Maio e’ un perfetto movimentista. Continui a farlo. Non si occupi del governo.

  • fdesalvo@aconet.it 4 aprile 2018

    Altro che bambino capriccioso come dice la Gelmini o fascistello come dicono altri: vorrei ricordare che Hitler aveva avuto in elezioni libere una maggioranza relativa proprio come Di Maio.
    E con alle spalle un elettorato pieno di odio simile al vaffa di Grillo.
    Con argomenti simili di esclusione e di contrasto alla palude di partiti dell’allora repubblica di Weimar aveva trovato chi aveva abboccato per dargli i voti necessari per formare il suo governo.
    E sappiamo come è finita.

  • maurocollavini@libero.it 4 aprile 2018

    Credo proprio che Di Maio non voglia fare alcun governo, probabilmente perchè, si rende conto ora o si cambia tutto fregandosene della Cortituzione o non si cambia niente: E lui è un buon democristiano. Alla fine succederà che il governo lo faranno Forza Italia ed il PD, l’esatto contrario di ciò che vogliono la maggioranza degli italiani, ma la colpa sarà unicamente di Di Maio.

  • sergio la terza 4 aprile 2018

    Questo è un megalomane paranoico che non riesce a fare un’esame di coscienza.dopo l”elezioni ha lasciato la fidanzata per crearsi in nuova compagna a Trapani.la boria nel camminare denuncia lo status.vAda su un eremo a fare un esame di coscienza.

  • mariosmanca35@gmail.com 4 aprile 2018

    La risposta di Maria Stella Gelmini – bravissima! – è la migliore risposta a quell’invertito ignorante di Dimaio (l’errore nella scrittura del cognome è volontario e ripetibile). O governo con tutto il centro-destra insieme oppure ritorno alle urne – ovviamente con una nuova legge elettorale (o tutto maggioritario o tutto proporzionale), con meno partiti (due o al massimo tre, come nel R.U. e negli U.S.A.) e soprattutto con il divieto assoluto, per i deputati e senatori che cambiano partito, di militare in altri partiti o di entrare in un ibrido “gruppo misto” per continuare a fare i loro comodi; al contrario devono essere disposti a rinunciare alla politica attiva e soprattutto ai loro sin troppo abbondanti emolumenti. Chissà che in tal modo non si dia inizio a risolvere equamente il problema del già tanto disastrato erario dello Stato? E poi osano dire che il Re costava troppo! Se la devono rimangiare quella parolaccia!
    Mario Salvatore Manca

  • maurizio_turoli@yahoo.it 4 aprile 2018

    E’ il gioco delle parti.
    Mattarella la Trilaterale, Soros e cairo voglioni mantenere iprivilegi.
    Quindi si arriverà ad un governo el Presidente a guida filo PD con il sostegno di di Maio

  • giorgiorapanelli@virgilio.it 4 aprile 2018

    Di Maio sta dimostrando che non è uno stratega, né ha il fiuto politico. E’ solo un “senza sesso”, come lo è il suo Movimento. Evidentemente segue la teoria del Gender in politica. Dovrebbe scegliere di accorparsi con uno schieramento per avere una identità: col centrodestra, o col centrosinistra. Pensa di poter gabbare ancora il suo elettorato. Come ci gabbavano gli ideologi del PCI, partito dei lavoratori, ma sempre sotto l’influenza delle logge angloamericane e dell’Alta Finanza, che aveva portato Lenin al potere, come lo è oggi apertamente il PD…. I 5 Stelle sono allora una guaio per ,l’Italia. Guai per il centrodestra a dividersi, pure con l’ingombro di Berlusconi. Giorgia Meloni sta avendo il ruolo importantissimo di mediazione e di unione nel centrodestra. Poiché esso è ormai un “corpo politico strategico”. E alle eventuali elezioni i voti potrebbero spostarsi di qua o di là, ma sempre dentro il centrodestra. Il quale non deve essere una unità ideologica (come non lo è, né lo sarà mai), ma una unità politica. Adesso il centrodestra vada ai colloqui unito e li faccia con il SOLO 5 Stelle, oppure il centrodestra ritorni a casa unito, in attesa delle elezioni. Speriamo che lo capiscano Salvini e Berlusconi. Non sono i loro nomi che a noi elettori garantiscono la nuova politica, ma è l’intero centrodestra che ce la garantisce.