Liverpool è l’istantanea di un’Italia alla deriva che non rispetta la vita

Rischia seriamente la vita il tifoso del Liverpool assalito selvaggiamente da un branco di tifosi romanisti (sarebbe meglio chiamarli teppisti) a  pochi minuti dal fischio d’inizio della partita di andata delle semifinali di Champions League. Quando il tifo si trasforma in macelleria: Sean Cox, inglese di origine irlandese, è in coma con gravissimi danni al cervello, tanto che – secondo quanto riporta il Mirror – la moglie avrebbe chiesto ai medici di staccargli la spina. È stato preso a cinghiate alla testa con un furia disumana e poi scaraventato a terra come un sacco.

Liverpool, un orrore che va oltre il tifo violento

Un orrore che testimonia una agghiacciante verità, condita dall’immancabile retorica del “giorno dopo”. Due ultrà romanisti sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio, poi “derubricata” in lesioni gravissime, la Roma rischia sanzioni pesantissime, anche se si esclude l’esclusione della squadra capitolina dalle competizioni europee, si sprecano commenti e dotte analisi sulle derive del gioco del pallone. Ma l’istantanea che emerge dall’ultimo drammatico episodio di violenza calcistica è quella di un’Italia alla deriva, una nazione che ha smarrito il rispetto della vita, la naturale gerarchia dei valori umani, un tempo culla di civiltà che oggi non sa riconoscere i paletti invalicabile dell’etica e della convivenza comune. Si uccide la moglie per una litigata in famiglia, si sfregia per sempre la ex perché ti ha lasciato, si aggredisce un placido automobilista che non vuole farsi lavare il vetro dell’auto al semaforo. E ancora, dalla cronaca più recente, quattro bulli tra i 14 e i 16 anni prendono a bastonate un anziano disabile e riprendono la “bravata” con un video postato su Facebook. Un crescendo di bullismo, violenza gratuita, dissacrazione della vita che riempie quotidianamente le pagine dei giornali e i servizi televisivi generando una malata emulazione tra i più giovani. L’aggressione mortale al tifoso del Liverpool è, purtroppo, solo la punta di un iceberg che galleggia su un mare pericoloso in mezzo al quale l’assenza totale di valori sembra essere l’unica stella polare.