Lettera minatoria in greco antico (da Eschilo) a un assessore nel barese

Una vicenda singolare. Non è da tutti i giorni ricevere una lettera minatoria rigorosamente in greco antico e scritta a mano, con riferimento preciso a Paride, figura della mitologia greca di cui il figlio dell’assessore ai Lavori pubblici di Acquaviva delle Fonti( provincia di Bari), Austacio Busto, porta il nome. E’ quanto si è visto recapitare l’esponente politico che lo  ha indotto  a consegnare immediatamente la lettera ai carabinieri, che hanno avviato le indagini a partire da una perizia grafologica.
Altro che lingua morta…il greco e il brano attentamente copiato parlano trasuda minacciosità ed ire celesti incombenti, come sa chi ha letto la trilogia dell’Orestea. “Donde in te s’accendeva la frenetica smania delle furie celesti? E con sí chiara voce intoni gl’inni infesti della ventura atroce?”.  Questo il brano della tragedia di Eschilo ‘Agamennone’ con cui inizia la lettera minatoria scritta dai “coltissimi” mittenti delle missiva. Non ci sono molti dubbi sulle ragioni nascoste dietro quell’intimidazione. Ex vicesindaco, oggi Busto è assessore esterno della giunta del sindaco Davide Carlucci e, con lui, è candidato alle prossime amministrative. Non si tratta dell’unica minaccia ricevuta negli ultimi mesi, ma lui non si è mai tirato indietro. Si è ipotizzato che la “rarita” di una lettera scritta in greco antico voglia veicolare il messaggio che gli esecutori siano persone di livello, per accentuare il tono e la forma dell’intimidazione.
Il greco antico costituisce un segnale preciso. Busto, svolge la professione di archeologo, ma esclude che le minacce possano riguardare la sua vita professionale o privata e ipotizza che siano collegabili a una serie di denunce fatte negli anni, che hanno consentito di smascherare imprenditori che avevano cercato di corromperlo per ottenere favore nell’assegnazione di appalti milionari del Comune di Acquaviva. Con le sue denunce, fece scoppiare la cosiddetta “tangentopoli della Murgia”, che meno di un anno fa fece finire agli arresti undici persone per corruzione.