L’editoriale di Feltri che stronca Di Maio: Italia in balìa di un “nano inguardabile”

C’è qualcosa di tragico nel nostro glorioso Paese, che ha dato i natali a uomini illustri i quali hanno inventato e scoperto cose tali da aver cambiato il mondo. Citiamone alcune tanto per chiarirci le idee: la radio, il telefono, il motore a scoppio, la pila elettrica, la lampadina, il pianoforte, l’elicottero, il telescopio, i raggi X e i veicoli spaziali, l’anestesia, la bussola e il giornale, la macchina per scrivere. Mi fermo per non tediarvi. Ripeto. Come è possibile che una terra tanto generosa e produttrice di autentici geni sia oggi in balìa di un ragazzotto senza arte né parte quale Luigi Di Maio?“. Comincia così il durissimo editoriale di Vittorio Feltri su Libero contro il leader politico del Movimento Cinquestelle, accusato di essere il triste simbolo di un momento di decadenza mai prima toccato dal nostro Paese. Di Maio rappresenterebbe una offesa alla storia illustre dell’Italia: “Non avrei immaginato si potesse raggiungere questo abisso. Di Maio padrone della scena è un insulto ai nostri avi e ai contemporanei che, per quanto stanchi di certi tribuni del popolazzo, non debbono subire un’onta simile che li squalifica e li rende ridicoli, marionette prive di dignità oltre che di amor proprio». E così continua Feltri: «La circostanza che il partito in questione si sia affidato a un personaggetto incolore, privo di spessore, adatto sì e no a guidare il tram, altro che il Paese, trasforma la nostra politica in una pochade, un’ operetta da quattro soldi.Pulcinella è simpatico e arguto, tuttavia non può essere uno statista. Siamo al Di Maio dixit. Vergogniamoci, almeno, se non abbiamo il coraggio di sparare, metaforicamente, si intende, a chi ci ha trascinato così in basso». Infine Luigi Di Maio viene definito un “nano inguardabile” il cui successo va studiato attentamente per capire come mai abbia potuto sedurre “una folla di terroni e vari fessi settentrionali ex comunisti dall’ encefalogramma piatto”.