Lavrov denuncia: “L’attacco chimico messa in scena di servizi stranieri”

La Russia dispone di dati inconfutabili a dimostrazione del fatto che l’attacco chimico nella città siriana di Duma è stato messo in scena da servizi speciali di un Paese straniero. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, citato dalla Tass. “Abbiamo dati inconfutabili che questo (attacco chimico) è stato organizzato”, ha dichiarato il ministro. “E forze speciali di un Paese che sta ora cercando di essere nelle prime file della campagna russofobica sono stati coinvolti in questo evento messo in scena”. Lavrov ha espresso l’auspicio che i Paesi occidentali decidano di non ispirarsi agli scenari iracheno o libico in Siria: “Dio non voglia che vengano compiuti passi avventati in Siria come in Libia o in Iraq. Ora, spero che nessuno scommetta sull’idea di imbarcarsi in un’impresa così rischiosa”, ha dichiarato ai giornalisti. “Ma a ogni modo anche incidenti insignificanti provocheranno nuovi flussi di migranti verso l’Europa”. L’instabile situazione in Siria può scatenare altre conseguenze di cui né la Russia né i suoi vicini europei hanno bisogno, ha aggiunto Lavrov. “Possono essere accolte positivamente solo da quanti stanno oltreoceano e attendono di nascondersi mentre portano avanti gli sforzi per distruggere questa intera regione al fine di promuovere i loro progetti geopolitici”. Intanto si apprende che sono quattromila i miliziani islamici di Jaish al-Islam e loro familiari che nella notte hanno lasciato a bordo di 85 bus la città di Douma, conquistata dal regime di Damasco nel sobborgo della Ghouta orientale, a est della capitale siriana. I terroristi stanno continuando anche oggi a lasciare la città di cui avevano preso il controllo nel 2012, diretti verso il nord della Siria in zone ancora sotto il loro dominio. Le evacuazioni rientrano nell’accordo raggiunto tra il governo di Damasco e i terroristi grazie alla mediazione della Russia.