La via dedicata ad Almirante, l’Anpi incita all’odio. FdI: «Giorgio, un grande»

Giorgio Almirante avrà una via a Grosseto nonostante l’Anpi, nonostante non si plachino le polemiche e i toni di odio. «Un importante riconoscimento del consiglio comunale per un amato leader politico che fece della pacificazione nazionale una sua battaglia storica, sin dal suo esordio in Parlamento nel lontano giugno 1948». A commentare il via libera alla delibera che tanto furore continua a provocare tra i partigiani dell’Anpi è Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia. «Nei suoi 40 anni in Parlamento Almirante – aggiunge- ha sempre sostenuto la logica del superamento della contrapposizione degli italiani, generata dalla guerra civile, pur senza rinnegare il suo passato.  Nel 1984 Almirante si recò a rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer (altro leader molto apprezzato dai lui stesso e dai suoi avversari politici) e nel 1988 il partigiano comunista Giancarlo Pajetta rese omaggio alla salma di Giorgio Almirante».
Una pacificazione propugnata con parole e atti concreti «e non con le parole di odio, anche se in consiglio comunale sono riecheggiate nuovamente», sottolinea Fabrizio Rossi. Almirante, anche di fronte ai tanti ragazzi di destra morti non ha mai invocato vendetta, ma giustizia. “Avere una via Almirante, una via Berlinguer e una via dedicata alla pacificazione nazionale, a distanza di 30 anni dalla morte dello storico leader del Msi, rappresenta il coronamento del suo insegnamento politico. Quel testimone non è caduto di mano, caro Giorgio».

Delirio Anpi

Ma l’Anpi non ci sta, la pacificazione non è un valore da perseguire e la cultura dell’intolleranza continua a tenere in vita un’associazione grottesca nella sostanza e nella forma con cui si esprime: «Oggi è un giorno buio per la Toscana e per tutto il nostro Paese» ha tuonato  la vicepresidente nazionale di Anpi Vania Bagni che non tollera l’avere messo sullo stesso piano Almirante e Berlinguer. Il testo della mozione in consiglio Comunale era stato presentato dal consigliere Bruno Ceccherini, che ha ricordato l’ex leader del Movimento Sociale come il primo sostenitore di “una moderna politica di pacificazione nazionale”, Berlinguer come “punto di riferimento per la sua parte politica”, e definendo questa scelta come “riconoscimento pubblico che questi politici hanno avuto nella costruzione della democrazia” invitando a “esaminare la storia senza filtri ideologici”. L’atto è stato approvato con i 19 voti della maggioranza di centrodestra, il M5S è uscito dall’aula e il pd ha votato contro. La Bagni è una furia e chiama addirittura alla rivolta popolare: «Condanno  la decisione del Comune di Grosseto, esprimo tutta la mia vicinanza all’Anpi e lancio un appello a tutti i cittadini e le cittadine di Grosseto affinché si oppongano a questa decisione molto preoccupante di un’istituzione democratica. Un veto posto a un grande pacificatore come Almirante in nome della democrazia è patetico da ascoltare e anche da commentare. «Siete illiberali», è la replica Vivarelli Colonna, il sindaco di Grosseto.