La penosa fine di Lula, icona della sinistra: barricato per non farsi arrestare

L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva (nella foto, a destra, in un incontro con Renzi) resta asserragliato nella sede del sindacato dei metallurgici a Sao Bernardo de Campo, alla periferia di San Paolo, dove ha iniziato la sua carriera politica come giovane leader sindacale negli anni Settanta. L’ex presidente si era rifugiato nella sede sindacale nella notte di giovedì dopo che si era diffusa la notizia dell’ordine di arresto voluto dal giudice Sergio Moro. Secondo l’agencia Brasil Lula potrebbe consegnarsi oggi, stando al contenuto dei lunghi negoziati tra i suoi legali e la polizia, al termine delle commemorazioni a San Paolo in memoria della moglie Marisa Leticia, scomparsa lo scorso anno, e che oggi avrebbe compiuto 68 anni. Moro, il principale magistrato della megacausa Lava Jato per corruzione politica, aveva dato tempo a Lula fino alle 17 di ieri per consegnarsi nella città di Curitiba. Il caso ha scosso il paese, dove si sono svolte manifestazionidi protesta in oltre 50 città: una folla di decine di migliaia sostenitori dell’ex presidente, dato per favorito alle presidenziali di ottobre, si è riunita sotto la sede del sindacato. Ieri è andato il scena un penoso pellegrinaggio di esponenti politici di sinistra per esprimere solidarietà e portare sostegno con gli  operai che hanno iniziato a lanciare slogan: “Resisteremo, un muro umano proteggerà il nostro leader”.