La contromossa della Meloni per far decollare il governo di centrodestra

In attesa del verdetto del capo dello Stato atteso per metà settimana (un pre-incarico o più probabilmente un mandato esplorativo) non si contano i retroscena sui protagonisti in campo. Sul Corriere della Sera Francesco Verderami ricostruisce le “segrete” conversazioni tra Silvio Berlusconi e Gianni Letta a poche ore dalle consultazioni del Colle alle quali il centrodestra si è presentato con i tre leader insieme, Salvini, Meloni e Berlusconi. E riporta la notizia di una contromossa della Meloni per far nascere un governo “potabile” per i Cinquestelle.

Berlusconi e l’urlo di Gianni Letta

Lo storico consigliere dell’ex premier ha timore che Silvio ceda al passo di lato con cui spianerebbe la strada al governo di Salvini e Di Maio e gli “urla” di non mollare. «L’urlo di Letta farà presa su Berlusconi, che di lì a poco si renderà protagonista dello show al Colle, spazzando via l’ultimo alibi dietro cui i «vincitori» avevano fino ad allora celato il nodo irrisolto della loro trattativa: chi tra i due avrebbe fatto il premier?», scrive il Corriere. Teoricamente Salvini avrebbe potuto ignorare lo show berlusconiano, ma – nota Verderami – «si sarebbe presentato al patto con Di Maio solo in qualità di capo della Lega, e avrebbe dovuto lasciare Palazzo Chigi a M5S. Una soluzione non praticabile per chi mira ad annettersi l’intera coalizione. Perciò il leader leghista deve far buon viso a cattivo gioco dinnanzi alle manovre del Cavaliere, che al Quirinale ha persino letto a Mattarella un documento molto duro contro i grillini». Nel suo disegno Berlusconi sarebbe stato aiutato sa Alessandro  Di Battista: «Lui ha attaccato me, ma il suo vero bersaglio era Di Maio»

Meloni studia le mosse del Cavaliere

Il Corriere riporta anche la notizia di una riunione di Fratelli d’Italia nella quale sono state analizzate in proiezione le mosse del Cavaliere: il suo schema prevederebbe un esecutivo istituzionale, un rapporto sempre più stretto con l’ala renziana del Pd e — «a mali estremi» — un’alleanza organica che porterebbe alla nascita di un partito della Nazione. Uno schema che però comporterebbe una spaccatura di Forza Italia che l’ex premier non può permettersi. In questo quadro Giorgia Meloni con i suoi avrebbe immaginato una via d’uscita: il varo di una federazione del centrodestra, che «farebbe diluire la presenza berlusconiana in un contenitore più ampio, e sarebbe magari più potabile per i 5 Stelle, La strada è ancora lunga. E c’è sempre una carta da giocare: quella del leghista Giorgetti. Il Cavaliere – conclude il retroscena – gioca sulla difensiva, altro non può fare».